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Cultura_Intervista a Massimo Consoli_GayCommunityNews81
"Ho trascritto per uno scrittore di San Francisco l'intervista che mi fece il «Gay Community News» (di Boston) nel 1981, quando vivevo a New York.
Poi, mi è venuta l'idea di tradurla in italiano e di mandarla a Fuorispazio, visto che è un buon esempio della situazione glbt in quei tempi.
Se volete metterla nel sito, ne sarò felice.
Massimo Consoli"



Gay Community News GCN, October 31, 1981
Prima pagina

IL NUOVO SINDACO DI ROMA PUÒ RINGIOVANIRE IL MOVIMENTO


di Steve Forgione



NEW YORK - La morte recente del sindaco di Roma, Luigi Petroselli, potrebbe aiutare ad allentare le relazioni oggi un po' tese tra l'amministrazione di quella città ed il locale movimento gay, dice Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano, che si trova qui come consulente degli International Gay History Archives.

Recentemente Consoli ha detto ai membri del Lesbian/Gay Rights Monitoring Group di New York che il principale motivo di tensione tra la comunità gay e l'amministrazione cittadina, è stato il continuo rifiuto da parte del Comune di provvedere una sede permanente per la Gay House, un rifiuto che ha portato alla sua chiusura due anni fa. La Gay House era uno dei primi istituti ed archivi europei sull'omosessualità e sul movimento gay. Oltre alla sua funzione come centro di ricerche, ha pubblicato anche una serie di bollettini di informazioni (Ompo) ed è servita come un centro locale per il movimento gay di Roma. Organizzata ed amministrata soprattutto da Massimo Consoli, la Gay House ha ricevuto una continua copertura da parte della stampa più importante, dalla radio e dalla TV.

La Gay House è nata all'inizio del 1979 in una palazzina abbandonata di via Monte Testaccio, ed è stata completamente restaurata a spese dei suoi fondatori. Questa forma di occupazione è comune in Italia e non è illegale ¹.

Nel maggio del 1980, il Comune informòla Gay House che rivoleva la palazzina indietro per una scuola di artigianato e di restauro, anche se, a tutt'oggi, questa scuola ancora non esiste. La costruzione è tornata in rovina dopo essere stata occupata per un po' dagli zingari e poi abbandonata di nuovo.

Alla Gay House vennero offerti USD 60.000 per trasferirsi ². Ma visto che quella cifra una tantum non ne avrebbe garantito l'esistenza, i ragazzi chiesero l'assegnazione di una delle numerose proprietà vacanti del Comune, oppure di poter donare gli archivi alla città con l'intesa di renderli accessibili al pubblico e che Consoli ne fosse il curatore. Non venne richiesto il restauro della palazzina, e neanche uno stipendio per Consoli, nel caso questa proposta fosse stata accettata.

In Italia è normale che il governo o le amministrazioni locali concedano ad organizzazioni importanti delle sedi in affitto per lunghi periodi e ad un prezzo simbolico.

Piuttosto che riconoscere che è contrario a concedere loro un locale, il Comune ha confidato nel metodo un po' troppo familiare dell'iter burocratico per evitare ogni impegno. Fino a questo momento, Consoli ha solo una cartellina di cordiale corrispondenza dove non si dice nulla di concreto.

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¹ A dire il vero, era illegale ma veniva "tollerata" per motivi politici.
² È un errore: il Comune di Roma ci offrì 5 milioni di lire, all'epoca circa 6.000 dollari, comunque una bella cifra visto che andammo in giro a vedere se trovavamo un locale dove trasferirci e con quei soldi avremmo potuto pagare tre anni di affitto.

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Ciò che è particolarmente frustrante e irritante per gli attivisti gay è che questa amministrazione venga considerata progressista. Si tratta di una coalizione tra comunisti e socialisti (PCI e PSI), con il PCI leggermente in vantaggio. Lo stesso Petroselli era comunista. È pensiero comune che il loro rifiuto di agire a vantaggio della Gay House da un lato sia un residuo di omofobia comune a molte tra le più vecchie oranizzazioni marxiste-leniniste, e dall'altro sia perfino più importante il forte desiderio del PCI di guadagnarsi il rispetto ed il voto di quella parte di cattolici che ancora sostengono i democristiani. Potrebbe essere controproducente farsi identificare come coloro che contribuiscono alla propagazione dell'omosessualità, in una città dove la cupola di San Pietro è onnipresente.

Tuttavia, c'è la sensazione che stavolta, con il nuovo sindaco, il PSI avrà una maggiore influenza in Comune e sarà più flessibile alle richiesta della Gay House. È già cominciata una nuova campagna da parte degli attivisti per giungere ad una positiva soluzione della faccenda. Accanto a loro ci saranno ben note personalità come il poeta Dario Bellezza, gli scrittori Alberto Bevilacqua e Luce D'Eramo, e i giornalisti Silvana Bevione e Antonella Amendola.

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