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scio
Dopo L’AMORE SECONDO NOI arriva SCIO'!
giovani bugie identità
Delia Vaccarello
Piccola Biblioteca Oscar


copertinascio



amore secondo noi
































Esiste l’anima gemella?
È una sola?
Eterosessuali si nasce?
Come e quando si scopre di essere omosessuali?
Cosa si prova la prima volta?
C’è un modo per capire se siamo davvero innamorati?
Come parlo di sentimenti con gli amici e con i "vecchi"?
Perché mi innamoro sempre della persona sbagliata?
Si possono conciliare omosessualità e fede cattolica?
Senza l’amore chi siamo?
Gli adolescenti alle prese con la scoperta di sé e con la ricerca del proprio orientamento sessuale si interrogano. E oggi anche si guardano. Grazie alla matita di Giulia Argnani Sciò! narra otto storie di adolescenti. La prima racconta la vita di un ragazzo che ha dubbi sulla sua identità di genere. Poi, striscia dopo striscia, seguono le avventure del cuore, intermittenti, misteriose, da cardiopalmo dei giovani di oggi. I ragazzi, se qualcuno li sta ad ascoltare, si raccontano, descrivendo che cosa è "l’amore secondo loro e che cosa si cela nelle loro vite spesso segrete.".
Sciò! e l'amore secondo noi sono nati da incontri nelle scuole, nelle associazioni, nella Rete, sulle pagine dei giornali, tra centinaia di adolescenti italiani e una scrittrice da sempre molto attenta al mondo dei giovanissimi. Storie in prima persona che approdano alle più diverse descrizioni dell’amore. Domande, storie, viaggi svelano ai nostri occhi un universo di sensibilità, emozioni, inquietudini nascosto dietro i silenzi dei giovani di oggi alle prese con la "seconda nascita".

Se avete fame di storie... da il "saluto" di Sciò!


Ciao ragazzi! Se avete fame di storie, fatevi sotto. L'argomento è l'amore come lo avete descritto via mail, negli incontri a scuola, in assemblea, al telefono. Dopo il successo dei racconti di vita de "L'amore secondo noi", abbiamo deciso di aggiungerne di nuovi e di trasformarli tutti in fumetti. Assisterete a incontri di una sera, prime volte, viaggi, carezze, illusioni e innamoramenti.
Troverete un sacco di interrogativi. Nessuno ha detto di avere la verità in tasca. Molti hanno preferito definirsi "vaghi". Alla domanda: "Chi siete?" avete risposto con un "boh" o qualcosa che gli somiglia. Avete detto di essere "gente che si cerca". Né bisex, né omo, né trans, né etero. Vaghi, appunto. Le avventure che leggerete sono uno specchio delle vostre fantasie e dei vostri desideri, niente roba trita e ritrita. Sono esperienze di tutti, ma sconosciute. Vissute eppure misteriose. Sono state narrate da ragazzi e ragazze come voi e disegnate dalla matita di Giulia Argnani. Per darvi, striscia dopo striscia, le immagini dei vostri segreti.
Avvertenza ai brizzolati da "L'amore secondo noi"

Cari lettori sale e pepe, con i capelli tinti o del vostro colore, folti o fuggiti via, questo libro si rivolge ai giovani ma se proprio lo volete leggere anche voi, vi diamo una piccola dritta.
I ragazzi si stanno cercando dove voi non immaginate, perchè snerva un po’,diciamolo, affannarsi per raggiungere la propria personalissima meta, lì dove si pensa di essere primi e unici, e poi sentirsi dire da voi: "Ah, ti aspettavamo, dai che sei arrivato..".
Ai ragazzi piace stupire. E dunque si cercano lì dove ancora non guardate, e dove i mass media non vi permettono di collocarvi. Sì, certo, questo discorso non vale per tutti i brizzolati, e non sempre. Comunque azzarda la lettura di una tendenza. Mentre voi siete voltati da un’altra parte, loro si fiutano lungo la sottile linea della ricerca dell’orientamento sessuale. Su questo confine ci siamo cercati tutti, ma in silenzio. I ragazzi di oggi, invece, fanno dei tentativi di manovra non più del tutto isolati, non più vergognosi e basta. Marciano, dove abbiamo marciato tutti,lungo la grande strada underground, confusa e inquieta come è giusto che sia, o a tratti dolcissima, del "cos’è l’amore?", "amo lui o lei?", "chi sono?".

Il libro è nato da molteplici incontri: nelle scuole, attraverso alcune associazioni, via Internet e sulle pagine della stampa. Io firmo una pagina sul quotidiano l’Unità che si intitola "Uno, due, tre.. liberi tutti" e affronta molto spesso il tema della ricerca dell’orientamento sessuale. Il mio lavoro tenta di costruire ponti da percorrere tutti insieme per raggiungere il luogo dell’animo dove riposa o è desta una grande sete di Libertà.
Libertà dai pregiudizi, da ciò che è scontato, dai dogmi, dalle false certezze, dagli ostacoli che impediscono l’ espressione autentica di noi, dalle immagini stereotipate che ci intrappolano.
Mi scrivono molti giovanissimi. Dietro le loro parole, tra le righe dei loro pensieri, al di qua delle tante domande che avete appena letto, io avverto costantemente una voce. Una richiesta: "Siamo soli e abbiamo un obiettivo: vogliamo capire chi siamo noi e cos’è la vita. Ci dai una mano?".
Come si risponde ai ragazzi? Narrando storie, descrivendo emozioni e individuando un modo per coltivarle, ho iniziato insieme a loro un percorso che ha il sapore dell’avventura. Da molto prima di essere un pochino sale e ancora molto pepe quale sono (le mie scrupolose nipoti hanno contato finora solo 18 capelli bianchi!), ho sempre percepito che se non afferriamo il valore di ciò che sentiamo, ogni cosa si svuota, tutto si disperde, e noi piombiamo nel disorientamento. C’è una specie di sete che nasce dentro di noi: abbiamo la necessità di imparare come si fa a dare spessore a ciò che la vita offre, come si fa a toccare in profondità il significato della nostra esistenza per custodirlo, espanderlo, comunicarlo.
Il mondo, divenuto sempre più un grande spettacolo, si mostra attraverso finti scenari, non realtà, ma infiniti giochi di specchi.
Come infrangerli?
Ho cercato di rispondere ai ragazzi non proprio domanda per domanda. Ho provato a placare la loro sete di strumenti per cercarsi e individuare la propria strada avviando un tipo di riflessione che non fa leva tanto sul ragionamento, quanto sul sentire, sull’assaporare, sul riconoscere il valore di ciò che si vive. Ho utilizzato metafore, intuizioni, immagini forti,nuovi modi di dire. Sono nati i "viaggi", composti ciascuno da dieci capitoletti, che troverete alle fine di ogni storia. Sette viaggi per sette storie. Il linguaggio dei viaggi,soprattutto, è ardito, surreale, gergale,prende a prestito termini della vita quotidiana di molti giovani, cerca di fissare l’emozione in quadri sintetici e forti. Vuole colpire.
Perchè? Abbiamo bisogno di essere scioccati per risvegliarci, ci servono parole forti e ritmate che tengano desta l’attenzione. E’ così per ognuno: "L’amore secondo me ti fa reggere la paura di diventare grande. A un certo punto tutto ti sembra diverso da come lo avevi immaginato. La tentazione è di addormentarti. Io mi sveglio quando provo un sentimento forte", dice Michela, 17 anni.
Ma anche io ho avuto bisogno della loro guida, del via libera per andare avanti e a mia volta ho chiesto: "Mi date una mano?". Ho ricevuto l’ok sul linguaggio dei "viaggi" dai partecipanti al "gruppo di assaggio" dei testi che si è formato spontaneamente. Finchè Manuela, 18 anni, ha decretato via mail: «Mi sento autorizzata a dirlo dato che sono un’adolescente: hai scritto tutto quello che NOI vogliamo vedere scritto e tutto quello che noi vogliamo leggere.
E’ bello perchè intervalli oltre alle spiegazioni un po’ più discorsive che sfiorano il "didattico" ma non lo sono mai, frasi e metafore che il giovane vuole vedere scritte in forma concisa per poterle custodire con sè.
Sono una sorta di sicurezza, una massima da confidare agli amici e dire: se lo scrive anche Lei, non sono l’unica\o a pensarlo».

Insieme abbiamo fatto tesoro delle prese in giro. Dalla "particolarità" del mio cognome, Vaccarello, ha visto la luce un mio clone: Mukkelia. Un personaggio che fa sorridere, aiuta a prendere le distanze, ad allentare la tensione, a condire intensità e amore con humour. A farci volare nella sacralità di una risata. Abbiamo anche corso dei rischi. Questa ricerca poteva avallare un doppio silenzio, scongiurato solo a metà. Difficile è stato trovare un ragazzo etero disposto a narrare la propria storia, impossibile, invece, riferire dell’esperienza trans.
Nel primo caso, molti maschi etero sembravano non avvertire la necessità di confrontarsi. Il loro ruolo "tradizionale", non ancora messo in crisi nella cultura dominante, può attenuare la spinta a cercarsi. Ma l’insistenza del passaparola tra i ragazzi ha dato alla fine frutti abbondanti e insperati. Per il motivo opposto, poichè l’adolescenza trans è quello che fino a pochi anni fa poteva essere l’orientamento omosex, è cioè un’eccezione da coprire con un silenzio pressochè totale, non è stato possibile trovare la voce coraggiosa.
Il coraggio è servito ai ragazzi che hanno parlato in prima persona - maschi e femmine tendenzialmente etero, bisex e omo -, per riuscire a fotografare un attimo preciso, che è il fulcro dell’opera.
Non vi aspettate,dunque, una summa sull’adolescenza. Il libro è un viaggio a tappe nelle città d’arte dell’Amore e della Conoscenza di sè, uno scambio e una conversazione tra chi ha più anni e chi ne ha meno, un’esplorazione del momento delicatissimo in cui prende il via la piena consapevolezza di essere protagonisti della propria storia (pensiamoci bene: è un momento che non ha età...).
Quando arriva questo momento, cari amici brizzolati e non, i ragazzi di oggi si interrogano sul "chi sono" e sul "chi amo", sulla propria identità e sull’orientamento sessuale.
Sono gelosi della loro solitudine, ma bisognosi di una mano. Vogliono e cercano l’equilibrio della felicità. E si confondono, si mischiano, si isolano, si perseguitano e si assolvono.
Litigano e si abbracciano. Non tacciono più, sia che ne facciano parte o meno, che siano visitatori, curiosi o habituè, l’esistenza della "gaya gente".

Cominciano con i segreti il lungo travaglio della seconda nascita, quella "senzagenitori", che serve a raggiungervi, sì (tranquilli..!), ma un giorno. Non ora, non subito.
Ripartono dall’amore: come dargli torto?


Delia Vaccarello, giornalista professionista e scrittrice, è nata a Palermo e vive tra Roma e le colline umbre. Impegnata nelle tematiche sociali, svolge docenze di "media e orientamento sessuale" presso la scuola di giornalismo di Bologna, è autrice della pagina "Uno, due, tre... liberi tutti" pubblicata a martedì alterni sull’"Unità". Si tratta di una rubrica, unica nella stampa italiana, dedicata alle tematiche del gender e alla lotta ai pregiudizi, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio giornalistico Europeo "Sì alle diversità. No alle discriminazioni"”. Delia Vaccarello ha scritto Gli Svergognati (La Tartaruga, 2002) e ha curato anche le tre edizioni dell’antologia di racconti Principesse azzurre (2003, 2004, 2005) sempre per la Piccola Biblioteca Oscar.


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