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Ho fatto una piccola inchiesta tra i lettori per vedere il gradimento, le aspettative, i desideri relativamente al mondo dei fumetti che trattano di omosessualità. Perché il desiderio, che vive di segni e di icone, non può non chieder al fumetto di essere rappresentato.
L’ingresso di gay e lesbiche nel mondo dei fumetti è già avvenuto: l’autore di fumetti che è narratore popolare non poteva non registrare il cambiamento nella società su questi temi, e cioè da una parte un desiderio sempre maggiore di visibilità, dall’altra il coraggio della visibilità da parte degli omosessuali.
Ma oggi, stando a sentire i miei lettori, il solo ingresso non basta, si vuole di più, si vuole anche nel mondo dei fumetti un diritto pieno di cittadinanza. Si chiede la Storia ad alto livello, il sogno, l’ironia, e l’impegno civile. E naturalmente l’erotismo, ma un erotismo autentico.
Questa richiesta di autenticità arriva con forza, a tal punto che non riguarda solo l’orientamento di chi parla: le lesbiche, ad esempio, lamentano gli stereotipi sui gay e viceversa.
E dunque, anche per quanto riguarda i fumetti, si dichiara guerra al pregiudizio.
Tra i desiderata la cosa che mi ha colpito di più è che a volte ci si aspetta ciò che è esistito già.
Un lettore gay mi ha detto che vorrebbe leggere storie che hanno come protagonista un superman gay.
Ebbene il protagonista superman gay c’è, è nato negli anni Settanta da un’idea di Massimo Consoli ed è realizzato da Enrico Verde, e si chiama Frocik, il vendicatore degli oppressi . È importante vedere come ci siano delle figure "tipo" di cui l’immaginario ha bisogno: l’eroe che fa giustizia di tante discriminazioni. Le strisce o le immagini pubblicate da "Ompo", il mensile diretto da Consoli dal ’74, sono per adesso in visione sul sito
www.fuorispazio.net
Sito che pubblica anche con regolarità le strisce di Luca Enoch.
L’altro fumetto, sempre on-line, molto apprezzato è "rainbow"
sul portale www.gay.it.
Entrambi siti che si occupano di tematiche gay lesbiche e trans, e
dunque più liberi da esigenze editoriali.
Intanto interessantissimo è stato il confronto tra i lettori gay e le lettrici lesbiche.
Le lesbiche si aspettano da un fumetto onestà e fantasia, accentuano il fatto che il fumetto possa avere le caratteristiche di una storia onirica, lo considerano anche uno strumento adatto a rappresentare l’erotismo, ma attenzione non un erotismo giustapposto, finalizzato a se stesso, ma che sia ben armonizzato con l’intera storia. Detto questo risulta chiaro che quello che non sopportano e lo sguardo maschile, che vede le lesbiche ad uso del lettore eterosessuale o disegnate ammiccando ai fumetti porno.
Lamentano anche, che la parola lesbica sia troppo poco usata.
Ciò che chiedono le donne è un salto in questa direzione: chiedono ad esempio che classici della letteratura lesbica trovino una edizione in fumetti, citano Orlando, Carol, Scritto sul corpo. Auspicano che questo venga fatto da sceneggiatrici e disegnatrici donne che siano in grado di raggiungere alti livelli di qualità.
Ciò che notano come opportunità offerta dal tema omosessualità è che il personaggio omosex aggiunge spessore alla storia, si presta per la sua profondità e per l’inedito delle situazioni in cui si trova ad essere materia ricca per chi realizza un fumetto. Si ha a disposizione un prisma notevole di combinazioni emotive utili all’intreccio. Quando si utilizza bene questo prisma i personaggi femminili vengono fuori sempre molto ricchi, anche quando vengono rappresentate le loro fragilità.
Lo sguardo delle donne non si ferma alle storie tra donne, ritengono alcune che il vero tabù sia la storia di amore tra uomini.
D’altra parte gli uomini gay – e qui anticipo quello che diro in seguito – non sopportano uno stereotipo del fumetto con storie di amore tra donne, è cioè la scena sessuale insistita e povera, l’invasione dello sguardo maschile, la caricatura. È come se le lesbiche non sopportano i cliché riguardo ai gay e viceversa.
Molte raccontano la sorpresa nell’aver trovato le prime storie tra donne nei fumetti, citano ad esempio come primi fumetti che hanno ritenuto rispettosi e godibili quelli pubblicati da lanciostory.
Apprezzano moltissimo, nello sforzo di rappresentazione di un mondo autentico, ma anche fantastico, l’ingrediente dell’ironia. Una lettrice americana infatti cita con piacere le strisce in cui si ironizza sulla flessibilità dei ruoli all’interno delle coppie, con scene buffissime che vedono l’una o l’altra inseguire un topo in cucina o alle prese con i bottoni da cucire sulla camicia dell’amica.
L’ironia e il sogno dunque. Ma anche la richiesta di poesia: tra le frasi che più hanno colpito le lettrici lesbiche, una tratta da Strangers in Paradise, "in amore siamo come orfani estranei in paradiso".
E veniamo ai gay: i lettori gay vogliono l’originalità, una storia non scontata, autentica, vicina alla propria vita, ma anche avventurosa ed esemplare, vogliono anche loro una Storia ben fatta, che abbia al centro non il sesso nudo e crudo, ma personaggi a tutto tondo capaci anche di forte impegno civile.
Si aspettano anche da un fumetto la piacevolezza delle immagini, l’erotismo e la leggerezza.
E quello che non sopportano è anche qui lo stereotipo del gay alto biondo e con gli occhi azzurri, non lo sguardo maschile, quello lo vogliono, ma rifiutano la leziosità di certi shonen ai (i fumetti giapponesi perlopiù scritti da donne ma che parlano di amori maschili). Rifiutano il porno e le scene troppo hard. Vogliono appunto l’intreccio e le emozioni.
Si aspettano: libertà, calore, e protezione dalle schifezze del mondo, la rappresentazione di desideri e sentimenti che a volte si fa fatica ad esprimere.
Vogliono l’eroe, appunto, che sia Superman o Dylan dog. Ma vogliono soprattutto l’eroe buono. E chiedono a Enoch che il gay Ursino diventi il protagonista di un albo. Rimpiangono, assetati di ironia, le strisce di Ralf König.
Gay e lesbiche sono, dunque, assetati di sogno, di emozioni, di impegno e di ironia.
Chiedono ai fumetti di intervenire.
E la domanda di ironia cos’è se non un’intelligente richiesta di autenticità a tutto campo?
Delia Vaccarello
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