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Scheda di presentazione
Il personaggio "Frocik" fu ideato nel 1979 da Massimo Consoli, fondatore
ed ideologo del movimento gay in Italia, e da Enrico Verde, allora
studente di antropologia e disegnatore surrealista. "Frocik" si presenta
ai lettori del mensile "Ompo" come un eroe simile a Batman,
a Nembo Kid, forse anche a Zorro, ha una corporatura atletica e gli
occhiali come Consoli, Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza.
E' "il vendicatore degli oppressi" e brandisce una frusta, un gatto a
nove code, con cui punisce gli atti di omofobia. A differenza degli
stereotipi del tempo, "Frocik" è inequivocabilmente maschile, si muove come
un gatto nel giorno e nella notte, non rifiuta quella violenza che è
autodifesa della categoria di oppressi che vuole proteggere. Infine, questo
Superman gay degli anni '70, ha un nome indelicato, volgare, tratto da
espressione gergale, che sembra rigettare le connotazioni dispregiative su
coloro che usano ed abusano il sostantivo "frocio" per additare e denigrare
una persona o una categoria. Le strisce di "Frocik" sono deliberatamente
molto semplici, quasi naive, ed il personaggio è privo di connotazioni
intellettualistiche; come il tratto con cui è disegnato manca di effetti e di
raffinatezze stilistiche. Nelle strisce di "Frocik" sono rappresentati
l¹atto di omofobia, il contesto, l¹intervento dell'eroe che puntualmente
impartisce la punizione a colpi di frusta.
E' un po' lo schema di un fumetto per bambini, ma negli anni '80
l'idea che gli atti di omofobia potessero meritare una punizione non era
scontata neanche all'interno della comunità omosessuale.
"Frocik" è pertanto didascalico e, nella sua semplicità, ribalta lo
schema nel quale, al termine di ogni storia, è sempre il gay a subire la
violenza. L'ideologia di un possibile capovolgimento di tale realtà
tristemente diffusa è introdotta ricorrendo allo stereotipo dell'eroe
salvatore che da una parte propone un nuovo modello reattivo e dall'altra
infrange anche quelli vulnerabili ed effeminati maggiormente diffusi nella
comunità gay.
"Frocik" è maschilista? No, è semplicemente maschile, ma con una punta
di autoironia che il suo cappello da giullare sottolinea e pone bene in
vista.
Le strisce di "Frocik" sono state poi sostituite, nella creatività
dell'autore, da un pirotecnico gioco di rappresentazione degli stereotipi
umani nella loro inconsapevole mostruosità. Dal didascalico al surreale,
Enrico Verde ha reso poi più stilizzate le proprie ideazioni e
rappresentazioni divertendosi, sempre in tandem con Consoli, anche nella
produzione grafica delle Gay Lire, proposte nel febbraio del 1992, che hanno
avuto grande risonanza nella stampa nazionale e internazionale.
Di "Frocik" rimane l'idea di un vendicatore controcorrente che
appartiene alla memoria storica degli anni '80 ed alla fantasia di un
periodo, erede delle utopie degli anni '60 e '70, nel quale la creatività
ancora si concedeva e compiaceva di esprimersi come un guizzo di giocosa
vitalità al di fuori dei limiti posti conformismo intellettuale.
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