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L'Araba Felice, Associazione culturale che opera da circa venti
anni a Napoli, iscritta nella Tabella Regionale delle Associazioni e in
quella del Comune di Napoli, dà inizio, con Guerra alla collana
Le preziose (Cd e libro in confezione indivisibile), già annunciata
nei Progetti triennali dell'Associazione, e che ora precisa il taglio e il
contenuto dei primi numeri.
Questo primo numero de Le Preziose, Guerra, a cura di Anna Santoro,
edito da Intramoenia, prodotto dall'Araba Felice con la collaborazione
dell'Assessorato alla cultura della Regione Campania, dell'Istituto
Campano per la Storia della Resistenza, dell'Associazione culturale
Dimensione Polifonica, del LeadStudio.com, assieme al libro con
Prefazione di Franco Cavallo, presenta il Cd, della durata di circa un'ora,
con musica e produzione artistica di Francesco Forni, e raccoglie i testi
letti dalle autrici e dagli autori: Daniela Attanasio, Carla Bertola,
Tomaso Binga (Bianca Menna), Franco Cavallo, Fabio Ciriachi, Francesco
Forni, Barbara Gabotto, Massimo Giannotta, Giacomo Guidetti, Maria Iatosti,
Mario Lunetta, Giorgio Luzzi, Luciano Pennino, Maria Pia Quintavalla,
Anna Santoro, Antonio Spagnuolo, Adam Vaccaro, Alberto Vitacchio.
Maria Inversi legge un testo della poeta irachena Amal al-Juburi.
Gli incassi, tolte le vive spese, saranno regalati alle scuole che ci
accoglieranno per presentare il Cd, leggere poesie e aprire una
conversazione sulla guerra.
Guerra sarà presentato a Napoli, a Galassia Gutemberg, nello spazio
delle Manifestazioni per la Pace curate dalla Regione Campania, il 14
Febbraio alle ore 11,30.
Successivamente, sempre a Napoli, al Megastore Feltrinelli
(primi di Aprile, data da stabilire), dove si centrerà il tema del
rapporto tra i linguaggi poetici (scrittura, musica), e tra essi e
la guerra e all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
(primi di Maggio, data da stabilire) dove aprirà un dibattito con
intellettuali -donne e uomini- sulla guerra, sul rapporto tra essa e
altri eventi politici-sociali, soprattutto nel nostro Paese, e sul senso
della sua rappresentazione con linguaggi poetici.
Sono previste alte presentazioni: a Roma, Milano, Torino, Arezzo...
La presidente dell'Araba Felice
Anna Santoro
Aggiungo alcuni appunti di riflessioni che accompagnano ogni
presentazione di Guerra e che ne sono all'origine.
-La guerra appartiene ad una cultura nella quale le donne non si sono mai riconosciute.
-La guerra è violenza, è distruttiva e autodistruttiva. Gli uomini sono mandati
senza sapere bene il perché, donne e bambini sono travolti ignari e innocenti. Ma c'è di
più (se è possibile): la guerra abitua alla violenza, alla morte. I paesi che sono in
guerra da tanto tempo non ricordano più cosa sia la pace. L'idea di "vita" cambia….
- La "guerra guerreggiata", quella per esempio che sta invadendo il mondo
(Afghanistan, Israele, Palestina, eccetera…) non è qualcosa che sta lì, fuori di noi,
punto. Non è qualcosa su cui unicamente ed eventualmente discutere, da accettare o
rifiutare, da farci soffrire o altro.
- Globalizzazione: non solo nel senso che se una farfalla batte le ali a Tokio,
in Canadà avviene una valanga (dico per dire), ma nel senso che la Guerra agisce sul
cuore e sulle azioni di tutti, nasce dal cuore e dalle azioni di tutti.
- Dovremmo tutti interrogarci sui nostri comportamenti, sulla politica che portano
avanti i nostri governanti, sulla scuola che ci viene proposta, sull'etica che nutriamo
nella nostra società, sulla violenza delle immagini e dei discorsi dei massmedia
- Una persona violenta, cinica, ingiusta, non può essere contro la guerra, se non
a chiacchiere.
- Dall'interrogazione del mondo e di sé nasce la poesia.
- I poeti, intendo gli artisti della scrittura, della musica, dell'immagine,
del gesto, eccetera, questo fanno (alcuni di essi: altri hanno altri modelli poetici).
Rappresentano ciò che vedono, raccontano il proprio sguardo, mettono a fuoco una tessera
di questa cosa troppe volte banalizzata e racchiusa in categorie, e invece misteriosa
che è il mondo.
- Per questo credo sia importante che anche in questa occasione essi parlino, siano
presenti.
Forse non servono, come pensano alcuni. Forse sì, se riescono a incontrare l'attenzione
di chi li ascolta, li legge, li guarda. In ogni caso, per fortuna esistono.
Per fortuna scrivono dell'indignazione, della tragedia, ci aiutano a riflettere, e a
cambiare, come ogni gesto artistico dovrebbe fare (dal libro alla musica, al cinema….),
come ci fa cambiare guardare il mondo.
Ma andiamo a Guerra.
Ho pensato alla collana Le preziose da tempo, e nel Marzo del 2000, l'abbiamo
progettata come una delle attività importanti dell'Araba Felice.
La Collana prevede la stampa (libro e Cd) di opere del passato, inedite o rare, o
del presente, anche esse inedite o messe insieme attorno a un tema forte.
Il Cd, ricollegandosi e facendo tesoro del lavoro che da anni porta avanti l'Associazione,
sia sulla Lettura al alta voce, sia sulla relazione di vari linguaggi (scrittura, voce,
musica, immagini…) presenta non testi accompagnati da musica, ma testi e musica.
La musica è un elemento centrale della Collana: il suono degli strumenti, delle voci,
delle parole, nel Cd si fonde, facendo sì che più linguaggi, in piena autonomia
permettano il recupero del piacere e dell'utilità della capacità di ascolto.
Guerra è nata dalle vicende che si sono verificate subito dopo l'11 settembre. Allo
sgomento di fronte a un atto di inaudita violenza, si è risposto, da parte delle
Potenze, con la guerra. I poeti e le poete, presenti in Guerra, sono contro questa
scelta.
Per la scelta delle autrici e degli autori, sono stata guidata sia dalla stima nei
riguardi della loro produzione poetica e musicale, sia perché si tratta di 'persone'
che hanno subito preso posizione contro la 'guerra infinita'.
In 'Cara Luciana', un intervento in forma di lettera, apparso su Leggere Donna, n. 95,
Novembre-Dicembre 2002, (e già prima circolato in vari siti Internet) riferendomi alle
donne, intellettuali, artiste, compagne di lotte e di lavoro, scrivo:
"Insomma, avremmo potuto (potremmo?) creare una catena incredibile e visibilissima,
tra giornali, associazioni, università, avremmo potuto (potremmo?), interrogarci con
attenzione, pensare, pensare ai problemi e ai modi di trattarli, avremmo potuto
(potremmo?) inventarci un modo forte per la rappresentazione e la comunicazione di
essere "altre."
Dal mio "pensare, pensare" è nato (anche) Guerra, che è l'avvio di una riflessione
e può essere l'avvio per una relazione tra chi si pone il problema del rapporto tra
arte e politica, tra rappresentazione ed emozione, tra linguaggi creativi e presenza nel
mondo, tra rappresentazione poetica e analisi critica. E può essere un contributo alla
riflessione sulla guerra, sulla cultura contemporanea e su se stesse, che le donne,
artiste e intellettuali, stanno oggi facendo.
Portare Guerra nelle scuole può essere un modo di aprire un approfondimento su questi
temi e soprattutto sulla guerra. Sempre in Cara Luciana, scrivo:
"Fino a qualche anno fa nei nostri manuali scolastici di storia, nell'ultimo capitolo,
si leggevano le risoluzioni dell'ONU, la ferma decisione di non arrivare più a guerre,
perché le guerre sono inutili e distruttive. Ma da dieci anni le cose sono cambiate
anche da noi. Le guerre non sono più lontane o appartenenti al passato, ma presenti,
vicine, possibili. La guerra è diventata un'opzione possibile. La guerra è necessaria
quando è un male minore, dicono."
Portare Guerra nelle scuole significa ragionare anche sul fare poesia, sui vari
modi di fare poesia, di poiein. Perché alla fine, la poesia è sempre, in ogni caso,
contro la guerra.
Ringrazio tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di Guerra: Assessorato,
Istituto Campano, Dimensione Polifonica, Intramoenia, Francesco Forni, i musicisti che
hanno collaborato, tutte le poete e i poeti che hanno scritto e letto, Titti Pepi,
Rosa Giacomini, e tutte le socie e i soci dell'Araba Felice. (cfr. CD)
Anna Santoro
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