Iperborea è nata nel 1988 con il preciso obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia.
Primi a esplorarla in maniera sistematica, si è potuto farlo con vasta libertà di scelta e una produzione di altissima qualità, che spazia dai classici e premi Nobel, inediti o riproposti in nuove traduzioni, alle voci di punta della narrativa contemporanea.
Oltre ai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), la narrativa dell'area nederlandese, estone, islandese (incluse le antiche saghe medioevali) e, da due anni, una collana di saggi letterari per offrire al lettore spunti di approfondimento.
Tra gli autori di maggior successo Arto Paasilinna, che ha superato con L'anno della lepre le 80.000 copie, Björn Larsson, 50.000 copie con La vera storia del Pirata Long John Silver, si affiancano ai nomi più noti della letteratura nordeuropea, quali gli svedesi Lars Gustafsson, Göran Tunström, Per Olov Enquist, Torgny Lindgren, Stig Dagerman, gli olandesi Cees Nooteboom, Hella Haasse, i danesi Henrik Stangerup e Torkild Hansen, oltre ai Premi Nobel Pär Lagerkvist, Selma Lagerlöf, Sigrid Undset, Knut Hamsun.
Iperborea
via palestro 22 Milano 20121
www.iperborea.com
e-mail: info@iperborea.com
In una Milano dicembrina lontana dai frivoli ma preoccupati luccichii del Natale incipiente incontriamo Emilia Lodigiani dopo aver sceso una rampa di scale di un severo palazzo di via Palestro.
La casa editrice Iperborea ha sede quasi sotterranea ma il sorriso di Emilia e l'emozione che ne traspare ci contagia e l'atmosfera si fa subito accogliente e calorosa.
D'altra parte era stato con estrema naturalezza e immediatezza che Emilia aveva risposto alla mia e-mail che chiedeva l'incontro.
Emilia inizia con un folgorante ricordo:
Abbiamo avuto molta attenzione da parte dei media grazie alla predilezione che Massimo D'Alema ha sempre mostrato per i nostri libri .
Quando era premier un giorno, nel corso di un incontro all'estero, alcuni giornalisti gli chiesero che libro stesse leggendo e lui citò uno dei nostri best seller (Bjorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver,1998).
Comparimmo l'indomani su tutti i giornali e in libreria l'opera letta da D'Alema divenne molto più richiesta di prima.
L: non ho trovato notizie personali su di te in Internet: dove sei nata e cosa hai fatto prima di fondare Iperborea?
E: Sono nata a Milano che non ho mai amato e ne sono scappata all'età di vent'anni. Mi sono sposata e ho vissuto due anni a Boston e poi dieci a Parigi, dal 1975 al 1986.
Durante il mio soggiorno a Parigi tornai a Milano per laurearmi in Letteratura Inglese alla Statale, pubblicando nel 1981 per Mursia "Invito alla lettura di Tolkien". Questo è stato il primo approccio col mondo nordico essendo Tokien legato alla mitologia di quelle terre; ciò mi spinse alla lettura delle saghe e dei poemi del medioevo scandinavo.
Lavorai alla Statale per due anni, grazie ad una borsa di studio, come assistente di letteratura inglese.
Nel frattempo a Parigi scoprivo la letteratura nordica dopo il mio incontro con Tolkien innamorandomi di Karen Blixen -sulla quale volevo scrivere un libro- e frequentando la Bibliotéque Nordique in Place du Panthéon, sulla montagna di Sainte Geneviève.
Sempre abbastanza casualmente in libreria trovavo e leggevo opere di nordici mentre a tempo perso facevo la giornalista corrispondente di avvenimenti culturali da Parigi per "La Libertà", quotidiano di Piacenza città d'origine della mia famiglia e facevo inchieste per una rivista che si chiamava "Sponsor News".
Io credo molto nel non/caso e credo che ci siano dei percorsi, delle linee da seguire che ci vengono date e che vadano colte; infatti prima di tornare in Italia incontrai un giornalista de Le Figaro che mi propose di fare il corrispondente da Milano per quel quotidiano. E così feci per due anni.
A Milano l'idea di fondare la casa editrice venne a uno dei miei quattro fratelli.
Gli risi grassamente in faccia quando mi disse che lo scopo della mia vita era quello di fare l'editrice di scrittori nord-europei; intanto continuavo a leggerli, alcuni su suo consiglio.
A poco a poco scoprii che la cosa poteva realizzarsi perché in Italia i nordici non erano mai stati pubblicati tranne i classici, anche se per me fare l'editore voleva dire ancora avere la stamperia in casa e mi chiedevo appunto dove metterla.
Allora, nel 1987, partecipai ad una serie di incontri con piccoli editori in una libreria milanese, all'Isola, per capire se il mio progetto fosse fattibile.
E capii che un senso c'era: incontrai a&o di Roma specializzato all'epoca nella letteratura dell'est europeo, poi Archinto, la Tartaruga dedita solo alla letteratura femminile, Scheiwiller, Marcos Y Marcos .....Lo specializzarsi era una forza per non disperdersi, la passione era grande e non c'era "business"
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Quindi decisi di partire verso un'attività che ero convinta fosse a metà tempo e per la quale il massimo delle aspirazioni pensavo fosse il "non perdere".
Per sei mesi cercai di apprendere il mestiere, andando ad incontrare di persona tutti gli editori che avevo conosciuto divenendo loro amica, in particolare di Sandro Ferri di a&o, trovandoli molto disponibili.
Parlai ai librai, ai distributori e ai tipografi facendo scuola di editoria "alla giapponese", cercando pazientemente di capire il giusto e le cose da evitare. Copiai il formato dall'editore "Actes Sud" di Parigi, leggermente modificandolo nelle misure.
Essere tornata a Milano da quella città, con i due miei figli piccoli mi aveva fatto sentire in crisi totale all'inizio, invece poi quel fatto fu provvidenziale per la nascita di Iperborea.
D: Mi piacerebbe se tu riuscissi a dirci quale era l'emozione della scrittura e quale è invece l'emozione della pubblicazione, del dare alla luce opere altrui
E: Da piccola sognavo di fare la scrittrice e scribacchiavo... invece quando tornai da Parigi mi sentii come svuotata. È stato quello come un buco nero nella mia vita e nonostante non avessi molto da fare fui presa dal panico.
Mi venivano in mente allora i nordici che scrivevano un milione di volte meglio quello che avrei voluto scrivere io. Trovavo in loro poi affinità di temi e affinità di amore per il racconto, fede nella parola e fede nella capacità di trasformare la realtà; una fiducia in fondo nel valore della scrittura che mi pareva raro in altri ambiti culturali e che io attribuisco alla base religiosa che in generale ha il protestantesimo ma che in quei paesi è sentita in maniera fortissima. Avere la Bibbia come base culturale è riconoscere la forza della Parola nella vita. Il racconto orale della Bibbia e delle saghe fanno di religione e storia i temi fondamentali di quegli scrittori che poi sono permeati anche dalla tradizione delle loro terre -propria dei narratori del villaggio- di rielaborare personalmente la realtà dei fatti accaduti ai concittadini.
Di fronte al fatto di poter io divenire con sforzo un mediocre scrittore, mentre avevo davanti scrittori grandissimi e profondi si espanse invece e si realizzò in me un bisogno fortissimo di estrinsecare la mia stessa tensione alla scrittura in maniera molto più forte e più bella.
Ora scrivo i risvolti di copertina, tanto ho (ride) l'editore che mi pubblica.
Noi italiani siamo cinici e un po' ombelicali per cui spessissimo lo scrittore scrive di sé mentre i nordici hanno quasi sempre questa ampia visione sociale rivolta ai grandi temi, l'assoluto, il rapporto esistenziale e quello con Dio, la natura vista come simbiosi non estetica con l'uomo…. Sulla base di queste scoperte mi ero fatta allora una lista di scrittori scandinavi che pensavo di pubblicare e quando andai alla prima Fiera di Francoforte nell'ottobre del 1987 chiesi, lista alla mano, dei loro più grandi classici degli ultimi venti anni, convinta che mi avrebbero riso in faccia. Invece fui accolta immediatamente. Stavano aspettando da anni che qualche editore italiano si accorgesse di loro, avendo chiesto numerosi appuntamenti rimasti sempre senza risposta.
Io arrivavo con un progetto preciso al quale dettero fiducia. Partita da Milano con un sogno avevo trovato chi mi prendeva sul serio quando io stessa ancora non lo avevo fatto! Evidentemente erano gli anni giusti!
L: in che misura ti hanno aiutato e seguito poi i tuoi famigliari?
E: Per fortuna in nessuna misura! Siamo una famiglia molto grande e unita abituata a vita comunitaria. Invece con grande rispetto da quando ho cominciato a lavorare nessuno mi ha disturbata.
All'inizio cercai una donna come socia, ma scopriii che facevo abbastanza fatica ad accettare decisioni di altri, e che ho le idee chiarissime su quello che voglio; così successe per il progetto grafico del libro che affidai a una mia amica... le detti tanti suggerimenti che alla fine fu chiaro che non c'era bisogno di chi mi facesse un progetto ma solo di chi me lo disegnasse! Anche per la carta decisi alla fine di utilizzarne un tipo che andava contro le mie precedenti indagini di mercato, anteponendo ciò che piaceva a me alle esigenze del "business".
L: La tua casa editrice è tendenzialmente femminile. È un caso questa scelta? Dagli uomini sei stata ostacolata?
E: Siamo in due e mezza... Laura vale per tre... purtroppo siccome fa l'allevatrice di cani e la ballerina compare in ufficio dalle 14 e 30 alle 18 tranne un giorno alla settimana …..è talmente brava e veloce però... E poi c'è Paola che aiuta nell'amministrazione.
Non ho mai avuto problemi col mondo maschile, avendo quattro fratelli maschi... forse è più difficile sul lato sentimentale che non sul piano diretto, con gli uomini.
Ho incontrato Laura, che è mia lontana cugina a un matrimonio di famiglia mentre cercavo un'addetta stampa, lei in crisi di lavoro. Così nacque la nostra collaborazione.
Nel caso dell'amministrazione ho scelto appositamente Paola invece del candidato maschio, preferendo un carattere ordinato e femminile. L'aspetto commerciale è seguito in parte da me ma molto è delegato al nostro distributore e fuori abbiamo molto a che fare con uomini. I distributori appunto.
Anche i nostri autori sono prevalentemente uomini.
Mentre nelle case editrici nordiche le donne sopravanzano decisamente la componente maschile.
Comunque non mi pongo mai il problema se ho a che fare con un uomo o con una donna.
L: Sono arrivata a te intervistando Luciana Tufani, l'editrice di "Leggere donna" la quale mi ha parlato di te e di Laura Lepetit de "La Tartaruga" come di suoi modelli. Come ti senti in questo ruolo in un mondo di piccole o medie case editrici rette da donne?
E: Mi sento lusingata e sorpresa. Forse il fatto di essermi mossa in maniera così specializzata suppongo mi faccia apparire molto più meritoria del dovuto perché allora come ho raccontato fui fortemente facilitata dalla presenza di un'area molto scoperta.
Inoltre credo venga proiettato su me il merito della qualità eccezionale degli autori che pubblico, cosa che costituisce la forza di Iperborea.
L: Tu comunque fai un lavoro di selezione...
E: Naturalmente di super/selezione! Noi pubblichiamo otto titoli all'anno anche se in libreria adesso abbiamo 95 titoli presenti, ma abbiamo venti ristampe tutti gli anni. La forza del nostro catalogo è quella di essere tutto "vivo".
Noi abbiamo ogni anno una decina di titoli esauriti che poi vengono appunto ripresi e ristampati. Lo spazio in libreria e il fatturato di Iperborea va molto al di là delle nostre reali dimensioni...Siamo una casa editrice di otto titoli e abbiamo un fatturato e diamo l'impressione di essere un editore di trenta titoli!
Ripeto sono stata fortunata. Ad esempio Hella Haasse, "la grande dame" della letteratura nordica non era mia, ma di Rizzoli e di Lindau.
La chiesi a Lindau e la ottenni e lei fu molto contenta di essere nel nostro catalogo. Noi ci siamo presi senza la minima fatica una fantastica generazione di scrittori nati tutti tra gli anni trenta e quaranta del secolo scorso. Inoltre la loro correttezza inimmaginabile ci ha salvate da tentativi che altre grandi case editrici hanno fatto poi di sottrarci autori che erano usciti e con successo da noi.
I nostri scrittori hanno poi un'ottica a lungo termine: preferiscono vendere 100 mila copie in dieci anni piuttosto che in sei mesi e poi scomparire. Io credo che con Paasilinna ("L'anno della lepre") alle 100 mila copie ci arriveremo!
Non è da molti questa scelta di durare in libreria piuttosto che guadagnare di più. Gli scandinavi sono distaccati dal soldo in modo impressionante.
Bjiorn Larsson (l'autore del "La vera storia del pirata Long John Silver") mi ha dato una postfazione a una giovane scrittrice gratuitamente perché si è ripromesso di non scrivere mai per soldi!
D: Tutto quello che dici suscita delle osservazioni sul valore dell'assoluto nella tua vita e nelle opere. Hai detto "tutti i nostri libri sono vivi"; hai un senso del tempo che va al di là dell'effimero scorrere quotidiano. Cosa c'è di tuo all'interno di tutto questo?
Hai parlato di destino.. nella tua vita questi valori che sono anche dei nordici che senso hanno?
E: Credo che chi guarda il nostro catalogo veda questa linea rossa dei grandi temi che porta al fine ad un approfondimento e a una riflessione magari anche partendo dall'ironia. È vero che c'è un destino che mi ha attratto verso un'area culturale che non ha mai sfuggito appunto i grandi valori. E i nostri lettori sono molto fedeli come se avessimo trovato delle risonanze in loro alla meditazione.
Io sono ottimista circa la vittoria di questa idea. Anche la qualità è importante. Da quella delle traduzioni (che rivedo io parola per parola) a quella della grafica.. tutto ciò è sentito dal pubblico che scrive all'editore e non solo all'autore per ringraziarci o per criticarci se non manteniamo sempre questo livello.
Io definisco il mio lavoro come un catalizzatore di passioni.
Dalla passione dello scrittore, passando per quella del traduttore e dell'editore si arriva alla passione del lettore che è così gratuita, è proprio la scelta della gioia della lettura e dell'approfondimento. Alle fiere l'incontro col lettore è sempre uno stimolo.
D: Tu hai cominciato coi grandi e poi hai sicuramente scoperto qualche minore. Che cosa scatta dentro di te quando ti convinci che un piccolo autore invece ha la stoffa di un grande autore?
E: Direi che chi ha sempre mangiato bene sa distinguere tra un risotto perfetto al dente e uno colloso (ride).. i miei standard letterari sono sempre stati molto alti.. anche se non pretendo di scoprire chissà chi ma desidero invece che ognuno degli scrittori pubblicati abbia qualcosa di particolare, o uno stile originale o dei temi che siano umanamente molto forti oppure...non ti saprei ben spiegare cosa scatta nei nostri risvolti di copertina, evitiamo apposta elogi perché il grado di bravura di uno scrittore lo scoprirà il lettore.
Come m'innamoro dei miei libri? Fino al 1995 ho letto in inglese, francese e spagnolo, il novanta per cento dei libri prima di pubblicarli. Poi li ho fatti leggere direttamente dai traduttori dalle lingue scandinave poiché adesso escono di sicuro prima da noi che altrove. Difficile dire cosa scatta nella scelta di un libro da pubblicare.
Ti faccio due esempi: "La vera storia del pirata Long John Silver" fu fatto leggere a tre persone prima di decidere se editarlo o meno. La prima lesse il libro senza interruzione giudicandolo più per ragazzi che per adulti e poco entusiasmante, la seconda mi disse di averlo chiuso dopo cento pagine per noia, la terza mi disse che non era male ma... Eppure a me l'idea di far rivivere quel pirata lettoci da mio padre e che era stato l'incubo della mia infanzia piaceva.
Chiesi alle tre persone se fosse comunque vera letteratura, risposero di sì e lo presi. In un altro caso un libro giudicato eccezionale da tutte le persone cui lo avevo fatto leggere mi annoiava invece...come non piaceva a Laura, e dunque non lo feci.
La stessa cosa per un libro che aveva costituito un best seller in Scandinavia e da cui avrebbero anche tratto un film. Non mi piaceva e rinunciai con grande stupore di tutti.
L: Ti resta tempo per leggere gli scrittori e le scrittrici italiani? Mi indichi chi ti piace?
E: Una delle tristezze del mio mestiere è che non sono più una grandissima lettrice come prima. Non ho tempo poiché in realtà faccio l'editor più che l'editore, intenta come sono alle traduzioni.
E ora diventa un peso tutto ciò. Leggo solo quando viaggio allora.
Quest'anno non ho letto italiani, mentre i miei figli sono dei fanatici di Ammanniti. A me piacciono molto Erri De Luca, Tabucchi, Claudio Magris, Marta Morazzoni.
L: Quali i nostri scrittori più conosciuti nei paesi nordici?
E: Tabucchi, Camilleri, De Luca, Baricco.....ma insomma quasi tutti.
L: Intendi ampliare il settore saggistica e per esempio dedicarti anche alla musica?
E: Strana questa domanda! Sei innamorata della musica?
L: La musica jazz nordica è notevole : Terje Rypdal, Ketil Bjornstad, Lars Hollmer, Arild Andersen, Oersted Pedersen e poi nel rock Bjork… è una musica riconoscibilissima come la letteratura nordica lo è rispetto a quella italiana o americana.
E: Amo molto la musica -mi svegliavo ogni mattina al suono del pianoforte di mio padre- e all'inizio avevo molte più ambizioni (letteratura per l'infanzia, musica con una collana alla quale si sarebbe dedicato proprio il papà) ma ora non sono in grado di aggiungere altro lavoro. Oggi la parte saggi si limita ad approfondimenti di autori o a piccole guide alle varie letterature nordiche e che faremo paese per paese sempre in collaborazione con eventi organizzati da ambasciate o istituti di cultura.
So che la musica ad esempio ha avuto uno sviluppo fortissimo in Finlandia che produce ora grandi musicisti da quando una riforma l'ha inserita come vera materia nelle scuole dai sei anni.
L: Ti ringrazio per l'immediata disponibilità... forse ti abbiamo stancata...
D: sembra di essere in un altro mondo tra voi .
E: Parlerei per ore di Iperborea.
Ti racconto un episodio: a Parigi quando ero una giovane giornalista andai a intervistare l'organizzatore di un grande evento culturale; ero emozionata e mi chiedevo come avrei dovuto vestirmi per sembrare una vera giornalista; arrivata là mi accorsi che era cieco. Il superfluo era inutile.
Questo dunque è un lavoro che faccio per passione per esportare cultura come mi hanno insegnato i nordici ..quindi essendo dei privilegiati cerchiamo di mantenere uno stile di rapporti umani belli e personali.
In un mondo quotidiano fatto di volgarità e mancanza di attenzione, abbiamo una regola di eleganza alla Iperborea: "noblesse oblige"
L: la tua ultima uscita?
E: Mikael Niemi, "Musica rock da Vittula", un romanzo ricco di forti temi (morte, dolore, religione) con moltissimo humour e poesia.
Sono i suoi ricordi di infanzia e giovinezza quando nel suo paese arrivarono l'asfalto e il rock. E anche se Niemi sostiene di averlo scritto per i suoi amici, questo libro in Svezia ha venduto 700 mila copie; è il fenomeno più incredibile degli ultimi 50 anni ... e stiamo ancora chiedendoci perchè lo hanno dato a noi!
L: sarà il vostro terzo best seller..
Ci "strappiamo" le une dall'altra con una certa fatica. Saremmo rimaste a parlare a lungo con questa donna minuta dalla voce caldissima e dalla forza inimmaginabile, vedendola.
Scelgo la foto da accludere all'intervista insieme con Laura ed Emilia.
Emilia ci riempie di libri, tra questi "Musica rock da Vittula", che ho letto in un fiato.
Veramente un capolavoro.
Delia Vaccarello
A.S. Laddor
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