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p-piano -Naiad diventa bella
NAIAD DIVENTA BELLA
di Rosanna Fiocchetto


naiad marchio
Per trent'anni anni la Naiad Press di Tallahassee, in Florida, è stata la più importante e longeva casa editrice lesbica del mondo, un vero miracolo nel settore.
Le fondatrici Barbara Grier e Donna McBride, cominciando con un solo libro, hanno accumulato un catalogo di oltre 500 titoli, unendovi la distribuzione di film, video, CD, Audio-books.
Un soddisfacente successo economico, con una decina di impiegate full-time e oltre cento donne retribuite per diritti d'autrice e prestazioni professionali. Il loro obbiettivo, dal debutto fino ad oggi, è consistito nel garantire che "ogni donna, in ogni luogo, possa riconoscere il proprio lesbismo, entrare in una libreria e trovare un libro che le dice: «Sì, tu sei lesbica e sei meravigliosa»".
Hanno inoltre costruito un imponente "network" di vendite per corrispondenza, inviando puntualmente ad ogni lettrice un "flyer" di aggiornamento sulle novità e adottando un celebre slogan: "Lesbians always know, if it's a book by Naiad Press, it's a book you want to own" (Le lesbiche lo devono sempre sapere: se è un libro di Naiad Press, è un libro che vuoi avere).

Dal 30 giugno del 2003, Barbara e Donna hanno passato la mano, consegnando la loro consistente eredità in libri e autrici ad una giovane gestione che ha assunto un nuovo nome: Bella Books.
fondatrici Le due mitiche editrici - una coppia dinamica e indissolubile - si sono autopensionate in un modo altrettanto mitico, ritirandosi a vivere sulle sponde dell'oceano, ad Alligator Point, nel Golfo del Messico. Qui possiedono due case sulla spiaggia, chiamate "Simple Addition" e "Simple Interest", che affittano alle lesbiche interessate a trascorrere "una vacanza in paradiso" e a godere della loro compagnia.
In una lettera aperta alle loro clienti-amiche, si sono congedate così dal loro vecchio ruolo: «Ci mancherete, ma sappiamo che Bella Books si prenderà buona cura di voi... Gestire la casa editrice è stato uno spasso stupendo, grazie a voi tutte per avervi partecipato».
Anche a me mancherà il bel volto sorridente che era il simbolo della Naiad, e soprattutto mi mancheranno le personalità solari delle sue due "madri". Ma mi consolo pensando che posso sempre regalarmi una vacanza con loro, per di più continuando a leggere i testi stampati da una impresa che esse hanno avuto la capacità di preservare e di riconvertire con energie più fresche.

Questo evento offre l'occasione di tracciare un bilancio di una grande avventura lesbica culturale e commerciale, e delle sue scelte. Naiad, captando l'enorme bisogno lesbico di un immaginario positivo, ha pubblicato relativamente pochi libri di saggistica, privilegiando il romanzo in un'ampia gamma di "generi": rosa, erotico, storico, giallo, umoristico, western, d'avventura e spionaggio, fantasy e fantascienza.
Ha dato spazio alle raccolte di racconti e alla poesia, ai fumetti, alla storia delle scrittrici lesbiche e alle storie di vita delle lesbiche. Ha riproposto i pulp lesbici americani degli anni Cinquanta-Sessanta, come quelli di Ann Bannon, Gale Wilhelm e Valerie Taylor.
Ha ristampato le poesie di Renée Vivien e Gertrude Stein, insieme ai "classici" contemporanei di Patricia Highsmith, Jane Rule e Isabel Miller.
Ha lanciato autrici come Sarah Aldridge, Sheila Ortiz Taylor, Katherine V. Forrest, Claire McNab, Lee Lynch, Karin Kallmaker, Ann Allen Shockley, Jackie Calhoun, Kate Calloway, Kaye Davis, Nicole Conn, Saxon Bennet, Peggy Herring, Linda Hill, Julia Watts, che sono diventate estremamente popolari tra il pubblico lesbico.
Ha insomma coltivato prevalentemente la scrittura creativa, la fiction nella sua accezione più larga, inclusa quella cosiddetta "d'evasione"; nella consapevolezza che ciò che manca alla cultura lesbica è un tessuto espressivo per così dire normale, senza il quale è ben difficile che possano emergere, almeno in gran numero, contributi d'eccezione.
Inoltre Barbara Grier sostiene: «Una singola opera di fiction scritta in una determinata epoca vi dice di più su ciò che la gente realmente faceva e pensava in quell'epoca, che cinquecento opere di nonfiction....
E, dopotutto, molte lesbiche leggono romanzi, proprio come li leggono molte donne eterosessuali».
Alle critiche accademiche dell'establishment letterario, risponde: «Le persone che amano la letteratura per la letteratura hanno una forte tendenza a prendere sul serio solo i libri tetri».
A proposito della diffusione, osserva: «Le librerie prendono tutti i nostri gialli non perchè sono interessate alle lesbiche, ma perchè sono gialli. Se ne fregano se nei libri ci sono oritteropi, o antilopi, oppure ostriche. A loro importa solo che sono gialli. E' lo stesso per la fantascienza, e persino per i romanzi».
Naiad si è accuratamente tenuta a distanza dai dibattiti teorici ed ideologici che hanno devastato il movimento lesbico. Ha battuto la strada di una politica culturale aperta ad ogni "input", abolendo la distinzione tra il "meno" e il "più", tra il "maggiore" e il "minore"; e facendone due dimensioni certo diverse, ma alla pari per quanto riguarda il loro ruolo di costruzione di cultura.
Con questa strategia ha creato una comunità di autrici e di lettrici, riuscendo a dedicarsi sempre soltanto alle donne.

La stessa Barbara Grier ha curato per la Naiad ben sette antologie di racconti d'amore ed erotismo (Dancing in the Dark; The Erotic Naiad; The First Time Ever; Lady Be Good; The Romantic Naiad; The Touch of Your Hand; The Very Thought of You ), emettendo un chiaro messaggio alternativo agli snobismi, alle idiosincrasie e alle censure. Conosce bene il lesbomercato e la sua variegata composizione: ha dedicato la propria vita alla divulgazione della letteratura lesbica e al rapporto con le lettrici. Come spiegazione di questa passione, racconta (in una lunga intervista inclusa in Happy Endings, a cura di Kate Brandt, Naiad Press 1993) che sua madre, mentre era incinta di lei, leggeva Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall.
Barbara cominciò a collezionare libri lesbici da adolescente, e dopo la scuola accettò un ostico e malpagato lavoro provvisorio nell'ufficio catalogazione della biblioteca pubblica di Kansas City esclusivamente "allo scopo di avere più accesso all'informazione". Per 15 anni è stata un'instancabile e insostituibile redattrice di "The Ladder", la rivista fondata nel 1956 dalla prima associazione lesbica degli Stati Uniti, "Daughters of Bilitis", e poi sopravvissuta sotto la sua guida fino al 1972: «Sentivo che il mio dovere, la mia funzione, era trovare ogni frammento che fosse importante per le lesbiche e riferirne. La consideravo una funzione vitale...
Credevo veramente che stavamo salvando il mondo per le lesbiche, che questo fosse il modo in cui l'avremmo fatto».
collaboratrici Le sue segnalazioni e recensioni (che negli anni di maggiore repressione erano spesso firmate Gene Damon o con altri pseudonimi, come Vern Niven, Lennox Strang o Marilyn Barrow) sono raccolte nel volume Lesbiana (1976), e ancora oggi offrono un insostituibile strumento di conoscenza e di studio, insieme al suo successivo libro "The Lesbian in Literature" (1979 e 1981).
La direzione di "The Ladder" da parte di Grier, dal 1968 al 1972, coincise con gli inizi del movimento femminista: «Era necessario che le lesbiche si sbarazzassero dallo stretto e intimo legame con il mondo omosessuale maschile, e si orientassero in modo più forte verso la liberazione delle donne... Anche se le donne eterosessuali non soltanto non ci accoglievano a braccia aperte, ma anzi ad ogni occasione correvano ad arrampicarsi sui muri urlando "Lesbica! Lesbica!"».

Costretta a chiudere la rivista per motivi finanziari ma non volendo rinunciare alla sua attività di comunicazione, Barbara creò l'impresa di Naiad Press associandosi con la sua compagna Donna McBride.
Si unirono a loro Anyda Marchand e Muriel Crawford, entrambe già pensionate e disposte ad investire una parte dei loro risparmi in un progetto collettivo. Il primo libro pubblicato fu The Latecomer di Sarah Aldridge (pen name di Anyda). Per i nove anni iniziali Barbara e Donna, che si erano trasferite in Florida per essere vicine alle loro socie, svolsero anche altri lavori più remunerativi. Si occupavano della casa editrice di notte e nei fine settimana; finchè, nel 1982, decisero di licenziarsi e di essere Naiad, investendovi tutta la loro energia.
Fortunatamente la scelta coincise con "il primo spettacolare bestseller" delle editrici, Faultline di Sheila Ortiz Taylor, e con una rapida crescita commerciale, istigata dalla stessa Grier con oculati consigli alle giovani autrici che le mandavano i loro manoscritti.

Il bilancio personale di Barbara Grier è ottimistico: «La mia vita è stata un sogno che è diventato vero. Sono assolutamente convinta che la soluzione ai nostri problemi sia di essere pubbliche, di esporsi - di esporsi veramente e di fare esattamente quello che desideriamo fare. Sia chiaro che non vi sto incitando a correre per le strade con un'ascia. Sto semplicemente dicendo che le donne hanno una terribile inclinazione - più degli uomini, penso - a condurre vite di quieta disperazione, a rifiutarsi di uscire e di vivere.
Le lesbiche hanno chiari vantaggi sul resto del mondo. Se cominciassero a vivere questi vantaggi, potrebbero vivere in modo molto positivo e felice, al meglio. Potrebbero non voler vivere piuttosto pazzamente come me, perchè non tutte vogliono lavorare quindici ore al giorno. Ma qualsiasi cosa vogliano fare, è possibile».
Prima di andare in pensione, Barbara e Donna hanno devoluto il loro sterminato archivio alla biblioteca del Gay and Lesbian Center di San Francisco, facendolo trasportare da un grosso camion con rimorchio. E' il loro regalo alle prossime generazioni. Ma è un dono inestimabile anche il catalogo di Naiad Press, una vera e propria miniera d'oro soprattutto per l'editoria lesbica europea.
Eppure, tra i titoli Naiad, finora sono stati tradotti in italiano soltanto Patience e Sarah e Side by Side di Isabel Miller (ed.Estro; ed. Zoe), Cuori nel deserto di Jane Rule (ed.Zoe) e I Am a Woman di Ann Bannon (ed.Mondadori, con il titolo Lesbo Pulp).
Troppo poco. Sarebbe uno spreco continuare ad ignorare questa ricchezza di scrittura, invece di avvalersene per allargare anche in Italia la comunità delle lettrici, quel "mercato dentro il mercato" che ha bisogno di fantasia, di visioni, di idee, di emozioni.
Intanto, Bella Books sta proseguendo sulle orme di Naiad, e il suo primo "flyer" presenta interessanti novità.


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