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liberi tutti_Furio Colombo
"AI LETTORI: NOI CONTIAMO SU DI VOI"
di Furio Colombo
da "Uno, due, tre... liberi tutti" de l'Unità
martedì 5 ottobre


Da questa settimana la pagina che state leggendo tornerà ad essere quindicinale.
Perchè si chiederanno i lettori, che considerano questa pagina una delle migliori del giornale e che viene seguita con particolare assiduità e affetto, come ci dicono le ricerche che di tanto in tanto gruppi specialistici conducono sui quotidiani?

La ragione non riguarda questa pagina. E' legata a una riduzione della foliazione de l'Unità, un necessario e rigoroso contenimento dei costi. Avrete notato che il giornale, adesso, è quasi sempre di 26 pagine e di 28 (eccezionalmente 30) solo la domenica.
E' importante notarlo per dire con chiarezza che la diversa periodicità di questa pagina non è dovuta a un giudizio editoriale, che resta pienamente positivo e immutato.
E' dovuto alla necessità di portare qualche modifica all'avvicendamento delle pagine, a causa del diminuito spazio del nostro quotidiano. Sono momenti in cui il sostegno dei lettori è essenziale.
Noi, all'Unità e nella redazione di questa pagina, siamo certi che continuerete a dare il vostro appoggio a questo giornale, se è possibile acquistando (facendo acquistare ogni giorno) una copia in più.
Perchè ogni copia in più ci riavvicinerà alle scadenze settimanali che i lettori di questa pagina hanno chiesto e hanno apprezzato.


OGNI GRANDE AMORE SI SCEGLIE GIORNO DOPO GIORNO
di Delia Vaccarello

 Roma, 05.10.2004

Una conquista non è mai per sempre, va fatta tutti i giorni, giorno dopo giorno.
Come ogni grande amore si sceglie ogni giorno, così tutto quello che ci vivifica costantemente ci vede in atteggiamento di cura e sostegno.
Io chiedo a tutti i lettori di sostenere l'Unità diretta da Furio Colombo e la pagina "Uno, due, tre... liberi tutti", che da oggi è tornata ad avere una cadenza quindicinale.
Motivo: la difficile situazione in cui versa il quotidiano l'Unità.
L'esperienza di comunicazione e di informazione inaugurata con la rubrica ha dell'incredibile. E deve essere difesa.
E' stata sempre difesa dai lettori, ma oggi, che il calo delle vendite de l'Unità costringe a ritornare alla cadenza quindicinale, Liberi tutti ha ancora più bisogno di voi, di tutti i lettori.
Da quando il direttore de l'Unità Furio Colombo decise che valeva la pena di tentare l'avventura di una pagina intera dedicata alle identità gay, lesbiche, bisex e trans, da quando Liberi tutti ha visto la luce, il 17 luglio del 2001, un arcipelago di rapporti è nato come d'incanto.
Le mail di segnalazione delle proprie storie da parte di giovani e di meno giovani, di persone che conducono una doppia vita e sono vittima di atavici pregiudizi, di donne e uomini del Sud e della vastissima provincia del Nord, di tutti coloro che si sentono poveri di diritti e di comunicazione sono arrivate a getto continuo. I lettori ci hanno dato fiducia e hanno ritrovato nelle nostre righe il bene della condivisione. Il lettore che non è ai clichè della rappresentabilità si è sentito accolto da una pagina che parla di lui senza false certezze, con l'intento di capire e di far capire che la vita non è fatta di percorsi già tracciati, che il bene della comunicazione non è roba che si trova solo sulle pagine dei media, ma che da quelle pagine può essere alimentato e favorito. Perchè il Bene inestimabile della comunicazione nasce dentro di noi, nel rapporto con le persone che amiamo così come con quelle che ci sono sconosciute.

Comunicare è una forma di Humanitas, l'unica che in questo mondo di isole ci può salvare. Con l'intento di comunicare siamo entrati dentro i grandi temi. Solo per citarne alcuni: il rapporto tra vecchie e nuove famiglie, la relazione tra omosessualità e fede, il senso della genitorialità che è una forma per tutti di darsi con generosità, di costruire un futuro migliore, il rapporto tra una politica fatta di principi a priori e una fatta di attenzione alle necessità e ai diritti negati.

Grazie alla comunicazione e alla riflessione abbiamo noi stessi giorno dopo giorno, fornendo segnalazioni precise di eventi e appuntamenti, pubblicando le lettere, scavando nei significati profondi delle nostre vite, facendo il giro del mondo per cercare le storie di quelli come noi che tentano di liberarsi dai pregiudizi. La concezione che anima la pagina è infatti radicata in questo principio: non esiste diritto se non è diritto di tutti, altrimenti è privilegio. Avere tutti pari diritti significa essere Liberi tutti.

La pagina dopo due anni è cresciuta, e da quindicinale che era è diventata settimanale.
E' diventata un giornale nel giornale. Luogo di commenti, e persino di veloce e ironica, ma mai superficiale, modalità di acchiappare il lettore (spesso maltrattato dai media) e di farlo sentire in una terra sua facendogli fare, con il tam tam, il giro settimanale delle notizie di rilievo.
Può una pagina fare tutto questo?
Una pagina fragile, che la sera è già carta straccia, come si dice nel gergo giornalistico per accettare l'idea che il nostro lavoro è precario e caduco e dura, appunto, lo spazio di un giorno.
 Sì, una pagina, la pagina su l'Unità è riuscita in questo: è diventata un approdo per i tantissimi che si sentono maltrattati dal mondo della comunicazione. E' diventata una promessa e un riferimento. L'avverarsi di un sogno.
Con questa sua fragile potenza si è imposta anche all'attenzione dell'editoria e infatti da lei sono nati quattro libri e altri ne nasceranno. Libri scritti all'insegna della coralità, del dare voce a chi non ce l'ha, del valore senza pari che è la libera espressione dell'immaginario per troppo tempo compresso, e spesso destinato all'invisibilità.

Oggi Liberi tutti non è più settimanale. Torna quindicinale. Noi sappiamo che abbiamo bisogno di un po' di più, che la comunicazione deve essere per noi .
Raccogliamo l'invito che Furio Colombo oggi lancia proprio dalle colonne di Liberi tutti: compriamo e facciamo comprare tutti una copia in più.
Diamo un buon segno.
Acquistiamo ogni giorno tutti una copia in più dell'Unità per essere un po' più "liberi tutti".


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