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I personaggi sono contraddistinti dalle cinque vocali:
A, E, I, O, U.
Voce Fuori Campo:
Amsterdam 1970
Cara mamma,
Arrivato a 25 anni senza essere ancora riuscito a risolvere la mia situazione di disperata solitudine affettiva, sento il bisogno di provare altre vie diverse da quelle fin qui seguite e che mi hanno portato, per logica conseguenza della labilità dei nostri legami confidenziali, ad allungare sempre di più il cordone ombelicale che ci unisce, ci oppone, e ci opprime a vicenda.
Ti ho ricordato di avere 25 anni. Avrei potuto scoprire (o inventare) un aspetto più drammatico della mia età (per altri versi invidiabile), dicendo che vivo, o mi sopravvivo, da un quarto di secolo. E, in realtà, mi sento più vicino a questa definizione che alla prima: sono vecchio, mamma, spaventosamente vecchio, e le rughe, se non le porto incise sul volto, mi hanno scavato l'animo.
Quanto precede è per prevenirti che le situazioni, le quali non sono mai, di per sé, belle o brutte, possono sembrarlo, o addirittura diventarlo attraverso la spiegazione o l'interpretazione soggettiva.
La consistenza fisica di questa lettera, inusuale nella nostra corrispondenza, credo che ti avrà spaventata: penserai ch'io debba dirti qualcosa di spiacevole, di poco grato da esprimere oralmente... Ti parlerò di me. Ma non del "me" pubblico, esteriore; non di quel "Luciano Massimo Consoli" che appare, aristocratico, alla fine di pretenziosi articoli rivoluzionari...
E: Pretenziosi? E perché?
I: Perché pretendono di cambiare il Male in Bene. E' assurdo! Il Male e il Bene sono due cose distinte, diverse tra di loro. Lucifero non potrà mai diventare Gabriele...
A: Ma non è vero: il Bene e il Male in assoluto non esistono. Nella realtà umana, quotidiana, non c'è nulla che sia solamente positivo o negativo, bello o brutto, grande o piccolo, vero o falso... Tutto è relativo e definibile, per comodità di linguaggio, solo soggettivamente. Di una cosa, di una persona, di un fatto, di tutto, praticamente, si può dire che è Bene o è Male, solo in funzione dell'uso a cui noi, singolarmente, l'adibiamo, e degli effetti che questa cosa, questa persona, questo fatto, esercitano su di noi.
I: Ma chi potrà mai assumersi questo incarico, questo difficile incarico, dal momento che nessuno, se tutto è relativo, può definirsi assoluto, cioè perfetto?
A: E' vero! Nessuno possiede la conoscenza perfetta. L'uomo non può giungere alla verità, può solo avvicinarlesi dialogando con se stesso e con gli altri, tenendo costantemente presente il concetto di "libertà" che è in ognuno di noi e, di conseguenza, non dimenticando il rispetto (l'amore, vorrei dire) dovuto al proprio prossimo in quanto individuo dotato di un proprio corpo fisico e di una propria personalità, con idee, aspirazioni, desideri e bisogni più o meno diversi dai nostri.
I: Ma tutto ciò, quanto vi farà soffrire...!
A: Soffrire vuol dire essere sensibili al dolore fisico e non fisico, ed è questa sofferenza che plasma l'uomo e crea l'artista, il wildiano "creatore di cose belle". Ogni persona sensibile (capace di soffrire per motivi non volgari) avverte, forse anche inconsciamente, che la propria esistenza su questa terra deve avere uno scopo ben definito...
I: Anche se ci siamo finiti per caso...
A: Sa che è suo dovere (e soprattutto dovere verso se stesso) compiere fino in fondo la sua missione, qualunque essa sia, perché è per suo tramite che si arriva alla realizzazione di se stessi.
Voce Fuori Campo: ... Cara mamma, non ti parlerò neanche del Massimo segretario di scuola, o del Conzòli (l'accento sulla seconda "o") scappato in Olanda dopo le bombe del '69, o di quel Luciano che tu, tanto tempo dopo averlo partorito, non hai ancora rivisto nudo... Ma ti parlerò del "me" interiore, racchiuso in questo corpiciattolo pallido, sgraziato, lungo un metro e ottantadue centimetri, sottile, cosparso di peli e foruncoli, sormontato da una testa troppo grossa per poterla sostenere impunito, un viso incorniciato da un paio d'occhiali che solo io riesco ad avere sempre fuori moda...
I: E' vero. Pidocchioso, non ha i soldi per cambiarli!
Voce Fuori Campo: ... e da una capigliatura ridicola, che non ha altra funzione, credo, che di nascondere la lucidità oscena della mia fronte cadaverica, e dalla quale fuoriesce una voce incerta, spezzata, dai toni sgraziatamente bassi, ma che articola suoni del tutto in armonia con la mia dignità spettrale in clergyman.
Il mio "me" interiore, che non voglio chiamare anima o spirito, o personalità, o inconscio, o Ego, ma semplicemente "mio me stesso", si basa su di un substrato di amore cosmico, di amore, cioè, generale e generalizzato verso persone, animali e cose (sia concrete che astratte), di amore come rispetto, come sentimento, come sesso.
Questa capacità di amare, cioè di comprendere il prossimo, immedesimarmi in lui, aiutarlo ad esprimere se stesso, e così via, tu l'hai intuita da molto tempo, e me ne dai prova quando scrivi ch'io sono "buono", "un bravo ragazzo". Però, ripeto, la mia natura non è bontà: è amore. Amore che si esprime anche attraverso la bontà.
Confesso però che anch'io, come credo la totalità degli esseri umani sensibili, ho delle "preferenze" spontanee, non mediate, e neppure esclusive, nell'indirizzare o potenziare questo mio amore verso cose (la poesia e la musica, soprattutto) o persone (specialmente i ragazzi).
Ora, con la mia sensibilità, io mi scontro di continuo con i tabù sociali...
A: Quelle assurde regole che gli uomini si arrogano il diritto di imporsi vicendevolmente...
Voce Fuori Campo: ... e contro natura con le quali non riesco a trovare punti d'incontro soddisfacenti tali da permettere al mio amore di espandervisi, così ch'io possa sentirmi finalmente completo, cioé felice. Perché?
Ti ho accennato che, sessualmente, mi sento attratto dai ragazzi. E' naturale, di conseguenza, ch'io cerchi soprattutto con loro di soddisfare anche le mie aspirazioni affettive; di realizzare quella pienezza sessuale, sentimentale e intellettuale che si ritiene l'optimum di una vita felice.
Ma la società, per strani e contorti motivi che trovano parziale spiegazione (non giustificazione) nella sua analisi storica, ha posto vari ostacoli alla realizzazione della mia personalità attraverso questa via, e non solo nei miei confronti, ma verso tutti coloro che, come me, la natura ha indirizzato verso l'omosessualità...
I: Omosessualità! Che brutta parola...!
A: E' una parola bellissima, invece. L'ha inventata nel 1869 uno studioso ungherese che si faceva chiamare Kertbeny ma che, in realtà, si chiamava Benkert, scrivendola per la prima volta in alcune lettere al ministro prussiano della Giustizia, sostenendo che lo Stato non ha alcun diritto di interessarsi alla sessualità dei suoi sudditi. E' una parola che viene per metà dal greco (omoios, che vuol dire "lo stesso"), e per l'altra metà dal latino (sexus vuol dire "sesso"). Perciò, l'omosessuale è colui che ama il proprio sesso.
Voce Fuori Campo: ... Così, ai miei sentimenti viene negata la definizione di "amore", e permessa solo quella di "vizio", o "perversione", "inversione", "anormalità", "anomalia", "malattia", o che altro ne so. Ma la società, credendo di giudicare me, in realtà scopre se stessa, rilevando le sue nevrosi, la sua natura oppressiva e predatrice che nasconde dietro la dialettica della sua retorica, chiamando tutto ciò, "princìpi morali".
E: Ma è logico che sia così. Perfino Zoroastro vi ha condannati. E nella Bibbia, fin dalla Genesi è spiegata abbondantemente la perversità della vostra condizione. Sodoma e Gomorra sono state distrutte per il vostro indulgere a ciò che Dio aveva condannato e che viene ripetuto nel Levitico dov'è detto che "Non giacerai con un uomo come si giace con una donna. E' un abominio. E tutti e due verrete messi a morte". E nel Nuovo Testamento Cristo conferma: "Guai a colui che oserà corrompere queste giovani anime. Meglio per lui sarà mettersi una pietra al collo e gettarsi in acqua". E san Paolo insiste nelle sue Lettere ai Romani ed ai Corinti, ricordando che "Né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né i maldicenti, né i rapaci erediteranno il regno di Dio".
A: Qui è la prova della perversità del vostro animo, perché se Dio ha parlato, non bene voi avete saputo ascoltarlo, visto che Sodoma fu distrutta perché i suoi abitanti avevano peccato contro il sacro dovere dell'ospitalità, usando violenza agli ospiti contro il loro volere. E gli Ebrei, che erano un popolo imperialista, soffrivano dei vizi che tutti i regimi autoritari con velleità espansionistiche acquisiscono rapidamente, primo fra tutti la politica demografica. Ogni atto sessuale che non avesse come fine immediato la riproduzione (e la riproduzione era necessaria per poter conquistare e mantenere nuove terre) era considerato un attentato contro la razza e contro il popolo. Ed il popolo ebraico era prediletto da Dio. E allora? E allora fuoriuscire dalla norma significava peccare contro Dio.
I: Ma anche Cristo ha confermato la condanna...
A: Uomini di poca fede. Uomini di molta ignoranza. Vittime anche voi del Potere Millefacce. Cristo non ha mai parlato di omosessualità, né in bene, né in male. E ciò che gli viene attribuito leggendo Matteo è un falso filologico, poiché si traduce il verbo greco "skandalizein" con "scandalizzare", mentre tutto ciò è un errore: "skandalizein" viene dal sostantivo "skandalon", che vuol dire "laccio", "insidia". E quanto all'ebraico "getnin", che si traduce con "giovani", ebbene, anche questo è un errore poich'esso vuol dire "giovani convertiti", "neo-convertiti", "convertiti da poco". Ed io so, ormai, che quanto detto sopra vuole in realtà significare: "Guai a coloro che tendono insidie a chi si è appena convertito alla vera fede!".
I: Ma questo è ridicolo! Vuoi smontare in una sola volta tutti gli ingranaggi del nostro odio santo e giusto nei confronti di chi non rientra nella norma?
E: E' rimasto san Paolo...
A: Se san Paolo avesse seguito gli insegnamenti del suo Maestro, invece di far di testa sua, non avrebbe scritto tante idiozie e stupidità sul sesso. Quest'uomo trovava il sesso disgustoso, e gli era radicalmente ostile. Soffrendo di una mancanza patologica di maturità emotiva, psicologicamente mal equilibrato, aveva troppo l'abitudine a confondere le sue reazioni istintive ed i suoi capricciosi giudizi di valore con delle regole promananti dall'alto..., egli non sembra aver compreso realmente il messaggio di Gesù. Il Cristo crocifisso l'attirava più del Cristo resuscitato. La sua dottrina dell'espiazione porta il marchio dei suoi gusti sadomasochisti. Agli inizi della carriera, la sua violenta persecuzione dei cristiani rivela una forte tendenza al sadismo, e quando racconta le sue sofferenze, in particolare la flagellazione, dalla quale sembra aver tratto un certo piacere, le sue tendenze masochistiche sono evidenti. Ho anche motivo di pensare che fosse un omosessuale represso, e che è per razionalizzare subcoscientemente questo orientamento sessuale che si è rivolto alla castità. Ho ragione di credere che fosse celibe e, per quanto detto, sospetto agli occhi degli Ebrei ferventi. E' senza dubbio per riscattarsi ai loro occhi da questa tara che perseguitò i cristiani con tanta violenza. E più tardi, quand'anche lui si fece cristiano, giustificò il celibato inventando la dottrina della castità.
Coro: Povero Gesù,
crocifisso e frocio,
che fine hai fatto
dal Calvario a Roma,
che fine triste!
T'han fatto dire
mille bugie infami
per sfruttare i fessi!
T'han fatto fare
quel che non hai mai fatto
per diventare ricchi!
Han fatto vergine tua madre
e sparire i tuoi fratelli;
t'han fatto casto e
senza sesso;
t'han fatto dio
e figlio suo...
… Povero Gesù,
crocifisso e frocio!
Voce Fuori Campo: Mi ricordo che quand'ero piccolino (ed anche tu lo ricorderai senz'altro, perché più d'una volta ti ho sentito raccontarlo) andavo sempre a lamentarmi dalla nostra vicina e amica di famiglia, la signora Teresa. Le andavo a dire che a casa mia ero maltrattato e picchiato, e che nessuno mi voleva bene. E la signora Teresa mi compativa, mi vezzeggiava, e così i figli, soprattutto il maschio, dimodoché il mio inconscio di fanciulletto che registrava tutto, capì che la parte della vittima era sempre la migliore, che dovevo commuovere, far piangere per ottenere qualcosa. Così presi l'abitudine (deprecabilissima) di sminuire tutto ciò che mi riguardava: mio padre guadagnava poco, io mangiavo male, nessuno mi portava mai al cinema, gli altri bambini erano più puliti, ordinati, più sicuri di se stessi...
U: Nessuno vi ama. Né a Destra, né a Sinistra. E men che mai al Centro!
I: Hitler ha affermato, nella sua allocuzione dell'11 novembre 1936, ricordando la Notte dei Lunghi Coltelli del 30 giugno 1934, e parlando dei pericoli razziali e biologici dell'omosessualità, che quando questi pericoli si presentarono anche in Germania, sono parole sue: "Noi non abbiamo esitato ad abbattere questa peste con la morte, anche tra noi stessi". E Goebbels, il ministro della Propaganda, il 26 gennaio del 1938, in occasione dei primi attacchi alla chiesa cattolica accusata, prima di tutto, di immoralità, accennando a ciò che membri del clero e dirigenti di organizzazioni giovanili cattoliche si sarebbero dovuti attendere dall'ordine nazionalsocialista, affermò: "Nel 1934, delle persone che volevano fare nel partito quel che si fa nei conventi e tra i preti, cioè portare all'interno questa immoralità, furono uccise... Come dovremmo essere grati al Führer per aver estirpato questa peste!" E ancora Hitler, il 30 gennaio del 1939, parlando di "purificazione morale" e di "salute biologica", accennando all'Affare Roehm ed alla solita Notte dei Lunghi Coltelli, disse: "Cinque anni fa alcuni membri del partito si macchiarono di colpe infamanti, e per i loro crimini furono fucilati".
U: Tutto ciò in base al giusto paragrafo 175 del codice penale tedesco. Nel 1933 i condannati in base alla sua applicazione furono 835. Nel 1934, grazie a Hitler, salirono a 948. Nel 1936 aumentarono a 5321. Nel 1939 venivano inviati nei campi di concentramento 24.450 persone con il triangolo rosa. Nel 1945 erano stati sterminati 80.000 omosessuali tra Auschwitz, Dachau, Neuengamme, Ravensbrueck, Sachsenhausen, Natzweiler, Bergen-Belsen, Fulsbuetten, Groningen, Esterwegen, Munster, Essen, Marburg, Cassel, Hinzert, Shirmeck, Struthof, Ulma, Flossemburg, Dora-Mittelbau, Magdeburg, Rostock, Lubeck, Cottbus, Dresden, Goerlitz, Erfurt, Theresienstadt, Linz, Lindau, Chelmo, Lodz, Stutthof, Elblag, Treblinka, Bialystock, Brest-Litowsk, Maidanek, Belzec, Tarnow, Przemysl, Kobjercin, Budapest, Pilsen, Sobibor, Grossrosen, Neuwied, Neusustrum, Sonnenburg, Lichtenburg, Mauthausen, Buchenwald. Nordhausen...
O: E nell'Unione Sovietica l'art. 121 del codice penale vieta categoricamente (e condanna) ogni atto sessuale tra uomini. E non potrebbe essere altrimenti, visto che anche la Grande Enciclopedia Sovietica del 1954 dice che: "L'omosessualità è nota fin dall'alto medioevo. Già la società a base schiavistica aveva creato, in seguito al satollamento e alla perversione delle classi dominanti, le condizioni favorevoli per il vizio e le pratiche contro natura. Nella società capitalistica l'omosessualità è un fenomeno diffuso. E' sufficiente accennare all'esistenza della prostituzione omosessuale nei paesi capitalistici. Nella sana morale della società sovietica, l'omosessualità è considerata una perversione dannosa e criminale".
E: E l'articolo 28 del codice militare italiano vieta a tutti i diversi di fare il servizio di leva, visto che vi considera alla pari dei pazzi...
Voce Fuori Campo:... Da ciò nacque una cronica sfiducia in me: mi vedevo goffo, brutto, stupido, ero convinto che nessuno desiderasse la mia compagnia; i miei argomenti mi sembravano sempre mal scelti e mediocri, le mie barzellette non facevano ridere nessuno. Mi sentivo isolato. Tu sai, mamma, per un bambino di quattro, cinque, sei anni, cosa voglia dire sentirsi isolato? La reazione fu che, quando qualcuno mi dimostrava un minimo di interesse, io mi ci attaccavo con tutto me stesso, desideroso com'era d'un qualsiasi contatto umano. I bambini sono crudeli: quando per il quartiere prima, ed alla scuola poi, capirono il mio handicap, lo utilizzarono come un motivo di divertimento. Mi snobbarono ferocemente e, in queste condizioni, un bambino non è soltanto timido: è un fallito a metà, perché i bambini sono crudeli.
Coro: Bambini bellissimi,
(s)copritevi il culo,
quando passo io.
Voce Fuori Campo: La mia infanzia è stata un inferno. Capisci perché mi preoccupo tanto dell'educazione dei miei nipoti? Una qualsiasi sciocchezza, che per noi non ha alcuna importanza, per un bimbo può costituire un trauma, una tragedia che lo influenzerà per tutta la vita.
Sono andato avanti così fino all'età di diciassette anni. I libri che divoravo per capire me stesso mi spiegavano che ero un perverso, un anormale, un mostro, un nevrotico, un immorale, un vizioso, un corruttore, un malato..., e mi snocciolavano le varie torture o morti che mi sarei meritato in altri tempi: lo scuoiamento, la castrazione, la ruota, il rogo, la decapitazione, la forca, e altre piacevolezze del genere.
U: E' vero! Ed è giusto che sia così! Tutti l'hanno detto. Tutti i giuristi. Il primo a decretare per voi la pena di morte è stato Costantino, nel 326. Valentiniano ha specificato che la pena la dovevate soffrire in "flaminis vindicibus". Giustiniano, nel 538, vi ha accusati d'aver stretto accordi con il demonio, anzi, d'essere le sue creature preferite. Carlo Magno, il 23 marzo del 789, ha scoperto il vostro malefico effetto di favorire le scorrerie dei musulmani. Luigi il Pio (e meno male ch'era... Pio!), ha aggiunto alla vostra condanna a morte qualche ora di tortura. Guglielmo di Tiro vi ha accusati di essere responsabili dell'invasione dei topi divoratori. Il valentissimo giurista tedesco Carptzovius ha visto in voi i colpevoli di ben sei delle piaghe che, all'epoca, affliggevano l'umanità: il terremoto, la peste, la fame, i musulmani, i topi, le alluvioni. Il Gratien, nel suo primo libro di diritto canonico, redatto sulla base autorevole dei sinodi di Parigi (dell'820), di Reims (del 1049), e di Londra (del 1102), la confermato la vostra responsabilità penale. E nel 1332 Gregorio IX° tolse ogni dubbio confermando che i sodomiti erano automaticamente eretici perché... sodomiti, e meritevoli di torture e roghi insieme agli zoofili, ai necrofili, agli Ebrei. Ferdinando III°, illustre imperatore d'Austria, nel 1656 ordinò che insieme ai colpevoli di tanti misfatti venissero bruciati anche gli incartamenti dei processi che li riguardavano, affinché nulla restasse di tanta vergogna.
Voce Fuori Campo: Logicamente, risentii di questa atmosfera "culturale". Non mi sentivo affatto come gli altri mi volevano. Ero solo. Spaventosamente solo. Non mi ero confidato con nessuno e non conoscevo assolutamente nessuno come me con cui potessi aprirmi. Tentai di suicidarmi. Per fortuna fallii.
Non vedevo una soluzione; presi a bere in maniera smodata, e mi ubriacai. Fu la prima ed unica sbronza della mia vita e, confesso, fu molto salutare. Nei due giorni che rimasi a letto, intontito e disgustato dall'alcol, non smisi per un attimo di pensare. Avevo due vie da seguire: tentare di nuovo il suicidio per "farla definitivamente finita", o accettarmi pienamente, vivendo in armonia con il mio amore per i ragazzi.
Scelsi la seconda soluzione, e non ho mai avuto motivo di pentirmene, anche se sono ben lontano, ancora oggi, dal potermi definire felice. Ma ormai si tratta solo della difficoltà a trovare un compagno.
A: Havelock Ellis, L'Inversione Sessuale. Psicologia del Sesso. Solo recentemente si è cominciato a fare una distinzione tra inversione sessuale e amore omosessuale in generale, il quale era visto come un costume nazionale, un vizio individuale e un sintomo senza grande importanza di gravi forme di pazzia. Si constata l'esistenza dell'attrazione omosessuale negli animali domestici o tenuti in gabbia. Buffon ne ha rilevato esempi soprattutto fra gli uccelli. Poi Saint-Claire Deville ha osservato che se si isolano dei cani, dei caproni o dei montoni, essi cominciano ad agitarsi, diventano pericolosi e ben presto acquistano uno stato di eccitazione sessuale che non dipende più dalle leggi della fregola e li spinge ad accoppiarsi; basta portare una femmina per rimettere tutto in ordine. Lacassagne ha notato che i polli giovani, anche in libertà e prima di aver avuto delle relazioni con l'altro sesso, fanno dei tentativi maldestri con gli individui del loro sesso. D'altra parte questo è risaputo, e più tardi, quegli stessi polli divengono perfettamente normali. Almeno Muccioli, studioso italiano che è una vera autorità per ciò che riguarda i piccioni, afferma che i piccioni belgi compiono delle pratiche omosessuali anche in presenza della femmine. I piccioni sembrano particolarmente portati alla perversione sessuale, stando a quel che ne dice Bailly-Maitre, allevatore competente e buon osservatore...
Coro: Quando qualcuno
Senza guardarti in faccia
Dice che tu sei basso
E invece tocchi il cielo con un dito...
Quando ti dicono che sei brutto
E tu ti vedi bello più che mai...
Quando insistono che hai torto marcio
E tu sai bene di avere in pugno la ragione...
Quando sostengono che sei malato
Mentre che scoppi di salute...
Allora è vero:
IO SONO DIO!!!
Voce Fuori Campo: Io sono Dio! Anche se ho commesso l'errore diabolico di amare... Ho amato un ragazzo di Ostia che si chiama Piero. L'ho amato per sette anni. Sette anni di dolore e tragica disperazione. Piero era iscritto al PCI. Si professava stalinista ma era, in realtà, un perfetto nazista, pieno di preconcetti, anche razziali, e l'unico trip che riusciva a farsi era quello dell'impiego, della carriera. Piero è un ragazzo senza scrupoli, con la mentalità d'una marchetta. Passerebbe sopra il cadavere della madre, pur di raggiungere i suoi scopi, e ciò ch'è particolarmente pericoloso, in lui, è che è anche piuttosto intelligente, ed ha una buona capacità di comprendere le situazioni. Nel partito non è riuscito a sfondare, probabilmente perché il PCI non è dominato da coglioni come credeva lui. Per sette anni la mia vita è stata un inferno: non sono stato più capace di scrivere nulla che non fosse condizionato da lui, dal suo pensiero, dalla sua ossessione. Mi sono lasciato andare e tutto mi costava fatica e dolore, fin quando mi sono ribellato a questo masochismo che mi stava lentamente portando alla distruzione, e pur continuando ad amarlo, mi sono imposto di amare anche me stesso, e di difendermi, e di esorcizzarlo. Oggi, Piero è un qualsiasi dipendente d'un'azienda municipalizzata.
A: Si può morire di mille morti, in mille modi, è vero! Ma ancora più vero è che si può rinascere tante volte quante si muore, meno una, e si possono vivere mille vite diverse. Di fronte all'assoluto, che importanza può avere Piero, e che cosa sono io stesso? Mentre nel resto del mondo si lotta e si muore ed ogni santone che s'alza la mattina si mette una tunica bianca e comincia a predicare follie, la mia storia d'amore dove può essere collocata? L'immortalità non è data dall'interessarsi a se medesimi poiché Dio è in tutti gli altri. E allora, nonostante tutto... Viva l'Omosessualità!, e passiamo ad altro...
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