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Lasposacadavere
La sposa cadavere: esorcismo o flirt con la morte? . di A.S.Laddor
(Titolo originale: Corpse Bride, Gran Bretagna, 35mm, 75 min. 2005, Animazione/fantasy
Regia Tim Burton e Mike Johnson, warner bros).
Il film è costruito in un misto di 2D, 3D e passo uno (i pupazzi di plastilina). Voci e personalità dei protagonisti (nella versione originale) sono quelli di Johnny Depp, Helena Bonham Carter ed Emily Watson, mentre la musica è firmata da Danny Elfman.
Ecco la trama.
Europa, XIX secolo. Il giovane e impacciato Victor sta per sposare la fidanzata Victoria, ma durante le prove del matrimonio non riesce a pronunciare la formula del voto coniugale. Costretto dal sacerdote ad imparare a memoria le parole del giuramento, Victor vaga per la foresta declamando la formula ed è qui che si imbatte in un ramoscello, simile ad un dito, su cui infila la fede nuziale pronunciando la fatidica frase. Il ramoscello si rivela essere il dito di una giovane promessa sposa assassinata, che improvvisamente ritorna come zombie e pretende di essere legalmente sposata all'incredulo Victor. Il ragazzo viene così trascinato nel mondo dei Morti, un universo certamente più vivace rispetto alla severità dell'ambiente vittoriano in cui è cresciuto...
Ecco le riflessioni.
Mi piacerebbe che ad un certo punto nella vita di tutti ci fosse un bosco o una selva ove smarrire la "diritta" via. O in cui ritrovarla. Anche io ho attraversato la mia selva fatta di alberi alti e autunnali , di un classico tappeto di foglie, di una sposa e un bacio. Sono uscita dal mondo dei dormienti che non sognano e entrata in quello degli amanti.
La selva porta Victor nel mondo dei morti tra le dita di una sposa cadavere che spera, unendolo a sé, di placare le ferite dell'inganno, dell'abbandono e della violenza subite da un altro uomo; quando il ragazzo esce da quella sorta di città sommersa torna dalla donna terrena alla quale è legato, tra la sua gente spenta, ma il film si chiude su un atto d'amore e di rinuncia proprio dell'altra l'abbandonata, scheletrica donna che fu.
Un primo piano di lettura evidenzia il confronto tra le due società, del di qua e del di là: la prima appare tetra, grottesca, vuota, silenziosa, triste, grigia (il colore della depressione), all'insegna dell'interesse e del dover essere; la seconda è un bar arcobaleno, ove si danza, si canta, si ride, si piange, si fanno scherzi e sortilegi, si "vive" in solidarietà e amicizia…Sembra quasi strano che Victor non si affezioni alla differenza. Addirittura i cadaveri tornano sulla terra, allegri zombie che per un attimo illuminano la cupezza delle strade e della persone "di sopra".
Il protagonista dunque torna alla luce carbone della sua città, tirando un sospiro di sollievo; vuol vivere da "vivo" in un mondo di "morti", rinuncia a vivere da "morto" in un mondo di "vivi".
In effetti è impossibile forzare più di tanto le leggi di natura...
E' forte poi la sensazione che il mondo terreno sia rappresentato come perso nel suo indifferente quotidiano procedere senza brividi, assuefatto a tutto, quindi poco propenso all'emozione, alla compassione,all'amore, all'indagine, all'osservazione, ad una visione che vada oltre le apparenze, chiuso in una sorta di sacco amniotico protettivo e ovattato.
Un secondo piano di lettura
è quello che si apre attorno ai volti e ai corpi animati: i protagonisti ricordano nella voce e nell'aspetto gli attori "umani" cui si ispirano (in particolare J.Depp, e la Carter che nella vita di tutti i giorni è la sposa non-cadavere di Tim Burton) e posseggono dunque fattezze delicate e gradevoli; gli altri -direi quasi esclusivamente i "terrestri" del mondo superiore- sono caricature radicalizzate e deformi, alquanto demoniache.
Ecco ora un elenco interessante di programmi televisivi, da utilizzare se vogliamo addentrarci in un piano ulteriore di indagine del film di Burton. Lo chiameremo piano del doppio flirt con la morte e l'immortalità.
"Six feet under" ( le avventure di una famiglia che gestisce una agenzia di pompe funebri)
"Dead like me" (le vicende degli aiutanti della morte, ex umani che si mescolano agli umani per preparare il trapasso e parlano con loro)
"Fox crime" : canale che si articola in più sezioni virtuali e no : Autopsia, Crimini in famiglia… eccetera ove si vedono immagini realistiche o reali molto forti
"Estreme make-up" : le storie vere di persone che desiderano cambiare per capriccio il proprio corpo o fermare lo scorrere del tempo. Ne seguiamo il percorso prima, durante e dopo i vari interventi, certo estremamente pericolosi.
"Presenze": I medium cercano segni e contatti con illustri defunti, come Cagliostro
Un Telegiornale qualsiasi con i suoi luoghi di guerra, le città malavitose, le follie famigliari, gli attentati, le catastrofi: ognuno ha la sua precisa quantità di morte, sangue, urla, lamenti e decomposizione in particolari e minuzie. Con le gesta di politici e attori che si affidano a lifting più o meno pesanti per parere immortali.
Dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York, e dopo la guerra in Irak, l'assuefazione alla morte e all'orrore sta quasi entrando nel nostro DNA, proprio perchè le vicende ricordate hanno finora proposto il massimo, appunto,dell'una e dell'altro. Così come la tensione per conseguenza e contrasto ad essere sempre giovani e immortali.
Mi sembra dunque di poter azzardare un'osservazione: il proliferare di "flirt" cinematografici o televisivi con la morte in tutti i suoi aspetti, e con l'immortalità, appare come il tentativo di esorcizzare la fine, quasi di farla bella, piacevole, condizione ineliminabile e strettamente intrecciata al mondo fisico.
Tutto ciò potrebbe essere positivo se non sorgesse il sospetto che nei labirinti della psiche questa danza macabra possa significare anche altro: per esempio il desiderio di CONVIVERE con l'orrore della violenza e del sopruso generatore di morte gestito sul pianeta dalle politiche neoliberiste e globalizzatrici.
Una sorta di RESA, insomma, alle strade dei potenti che dalla morte traggono i loro guadagni, o una specie di ipnosi guidata subliminalmente da strategie di distruzione che capovolgono i concetti cosiccchè ad esempio la guerra porta pace, la morte invece vita.
Oppure ancora una specie di STANCHEZZA e SCORAMENTO profondi che ci colgono vittime senza speranza di crudeli padroni.
Di qualsiasi cosa si tratti il film di Tim Burton è stato giudicato un capolavoro. E' vero, forse proprio per questa mescolanza di verità dolci e terribili l'opera ci dispiega la nostra raffinata condanna: siamo tutti già morti e non ce ne accorgiamo.
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